Roma, 22 mag – Giuseppe Conte, premier in pectore del primo governo giallo-verde, forse non convince del tutto il presidente Mattarella, che ha preso tempo per decidere. In effetti ha qualcosa che non va, questo tecnico dal curriculum stellare, osannato dai grillini. Sì perché tra gli studi che cita, a quanto pare c’è una bugia. Non si sarebbe mai specializzato alla New York University ma forse potrebbe aver soltanto frequentato un corso di aggiornamento di uno o due giorni, per i quali l’università statunitense non prende le registrazioni. Questo a volergli dare il beneficio del dubbio.
Sta di fatto che il caporedattore a Roma del New York Times Jason Horowitz ha passato al setaccio il curriculum di Conte e a proposito dell’esperienza alla New York University, scrive: “La portavoce Michelle Tsai, ha detto che ‘una persona con quel nome non compare nei nostri archivi né come studente, né come membro della facoltà, ed aggiunge che potrebbe aver frequentato un programma di uno o due giorni per i quali la scuola non effettua registrazioni”.
Immediate le reazioni di sdegno del Pd (guarda caso, visto che i dem sono gli unici in Parlamento a preferire un governo del Presidente). “Se fosse confermato quanto scrive il New York Times saremmo di fronte ad un caso gravissimo di taroccamento. Se gli studi di conte alla Nyu non ci sono mai stati, che garanzie ci sono sulle altre voci del suo curriculum? Iniziare con una bugia non è certamente il miglior viatico per chi è stato presentato al capo dello Stato come possibile premier“, è il commento del deputato del Pd Michele Anzaldi. Che aggiunge: “E pensare che il suo nome era già stato portato al Colle nella sceneggiata elettorale del fantagoverno presentato da Di Maio prima del voto, un fantagoverno ora scomparso definitivamente dai radar. Sarebbe bene che Conte e M5s chiarissero subito anche su conflitto d’interessi (essendo un avvocato amministrativo) e sul tetto stipendi (compreso il suo) per rispetto del Quirinale e degli italiani”. A lui fa eco la deputata Pd Alessia Morani, che su Twitter scrive: “Iniziamo bene”.
Come se non bastasse, dai social arriva un’altra accusa a Conte, e stavolta non riguarda il curriculum, ma la posizione espressa dal professore in merito alla vicenda Stamina. Nel 2013, Conte ha rappresentato una famiglia che si batteva in tribunale perché la figlia, affetta da una grave malattia, potesse essere ‘curata’ con il metodo Stamina, il protocollo a base di staminali ideato da Davide Vannoni ma bocciato prima dall’intera comunità scientifica mondiale e poi dalle inchieste della magistratura italiana. Ma attenzione, il ruolo di Conte nella vicenda in questione va oltre le competenze professionali, infatti il candidato premier è stato tra i promotori, assieme all’attrice Gina Lollobrigida, di una fondazione che finanzia l’accesso alle cure compassionevoli in casi di malattie non curabili: e proprio Fondazione Stamina fu scelta come prima beneficiaria del sostegno finanziario di quella fondazione.
La posizione del professore ora è ancora più in bilico: il “prestanome” di Di Maio e Salvini non convince Mattarella. Ma è stato proposto per le sue super-competenze, sebbene sia un “illustre sconosciuto” e non abbia alcuna esperienza politica o di amministrazione. Ora se spuntano pure “scheletri nell’armadio”, piccoli o grandi che siano, andare a Palazzo Chigi diventa complicato.

2 Commenti

  1. La notizia lascia veramente sconcertati; se si è inventato titoli fasulli per scavalcare altri in concorsi o anche solo per darsi un tono siamo alla frutta nella universita italiana e nella cultura italiana .E ricordiamoci che questo era quanto di meglio ci fosse in giro!! Puo’ anche essere che c’era chi sapeva delle sue magagne e ha sfruttato la storia solo dopo la proposta di farlo presidente per screditare Salvini e Di Maio

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