Aosta, 22 mag – Le elezioni regionali in Valle d’Aosta, nonostante l’affluenza relativamente bassa (65%, circa 8 punti in meno rispetto al 2013), fornisce indizi molto interessanti sull’atmosfera politica che si respira nel Paese. Il primo dato macroscopico è senz’altro l’esclusione di Pd e centrodestra (Fi e Fdi) dal Consiglio regionale. Se Berlusconi e la Meloni, con un modestissimo 2,9%, mancano anche in questa tornata l’ingresso in consiglio, i dem continuano a perdere terreno ovunque: con il 5,4%, infatti, il Pd rimane a secco, perdendo i tre consiglieri di cui aveva potuto disporre negli ultimi cinque anni. Chi invece sorride è indubbiamente la Lega, che con il 17% conquista 7 seggi rientrando in Regione dopo ben 20 anni di assenza. Anche il M5S cresce, sebbene in maniera tutt’altro che travolgente: grazie al suo 10,5%, passa da 2 a 4 consiglieri.
Primo partito rimane l’Union Valdotaine (19%), che però perde terreno, passando da 13 a 7 rappresentanti nel Consiglio regionale. Le altre liste a superare la soglia di sbarramento sono state Stella Alpina-Pnv (10,6% e 4 seggi), Uvp (10,5% e 4 consiglierei) e Alpe (9% e 3 seggi). Entrano in consiglio anche due nuove sigle locali, cioè Impegno civico (7,5% e 3 consiglieri) e Mouv (7,1% e 3 seggi). Questi risultati portano con sé grandi difficoltà nella formazione di alleanze in grado di governare la Regione. Con 11 seggi su 35, infatti, sarà impossibile per Lega e M5S riproporre una giunta giallo-verde. Nicoletta Spelgatti, capolista della Carroccio, ha spiegato: «Sicuramente non faremo alleanze con l’Union Valdotaine, abbiamo un programma e vedremo chi ci sarà. Non abbiamo preclusioni per il Movimento 5 stelle che sarà anzi un interlocutore importante. Chiaramente noi presentiamo il nostro programma e gli alleati saranno alleati di programma».
Grazie al trionfo della Lega, anche CasaPound può esultare. Come fanno sapere da Via Napoleone III, la tartaruga frecciata «conquista un consigliere comunale ad Aosta. Lorenzo Aiello, candidato per CasaPound Italia nella lista della Lega nel 2015 e secondo escluso da quella tornata, subentra infatti in consiglio, dopo il boom del partito di Matteo Salvini alle regionali con l’elezione di sette candidati tra cui due consiglieri comunali. Con Aiello sale a 22 il numero dei rappresentanti nei Comuni di CasaPound Italia tra sindaci e consiglieri – spiega in una nota il segretario nazionale di Cpi Simone Di Stefano – Una pattuglia di combattenti che non potrà che uscire rafforzata dalle amministrative del 10 giugno, che vedono CasaPound correre in oltre 20 Comuni, 15 dei quali sopra i 15mila abitanti, oltre che nel III e nell’VIII Municipio di Roma».
Vittoria Fiore



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3 Commenti

  1. Finalmente qualcuno comincia a capire CasaPound per la sua visione della Famiglia vera, non quella di 2 mamme o papà di un bambino, frutto del mercato di esseri umani con l’utero in affitto; del Lavoro senza assistenzialismo; per la lotta alla droga vera minaccia di una gioventù a briglia sciolta che necessiterebbe di un servizio militare obbligatorio per 1000 vantaggi; del recupero della piaga della denatalità complice, con altri fattori, dell’estinzione della ns.Civiltà; per una radicale trasformazione della magistratura dai comportamenti spesso faziosi, omissivi e tardivi……la filastrocca sarebbe infinita, quindi un invito a tutti di esplorare il mondo “speciale ” di CasaPound nel suo sito. Basta ricordare che proprio la tartaruga nella fase pre-elettorale del 4 marzo, è stato il bersaglio preferito dei sinistri , per rappresentare il miglior biglietto da visita. leonida-laconico

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