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Roma, 3 gen – Il premier Giuseppe Conte, al momento della sua nomina a presidente del Consiglio, si era definito «orgogliosamente populista». Di recente, però, ha rilasciato a Palazzo Chigi un’intervista al noto settimanale tedesco Die Zeit, in cui quelle dichiarazioni sembrano decisamente perdere di smalto. Innanzitutto colpiscono gli attestati di stima che – andando ben oltre la prassi diplomatica – Conte ha riservato al cancelliere tedesco Angela Merkel: «Posso parlare solo bene della Germania e del governo tedesco», ha confessato il presidente del Consiglio a Giovanni di Lorenzo, direttore della Zeit.  



L’apprezzamento della Merkel da parte di Conte è talmente solido da averle addirittura affidato una delega al Consiglio europeo di metà dicembre: «Sì, è vero. Lo ammetto. Di Merkel ci si può fidare», ha detto il premier. Si tratta di dichiarazioni che, obiettivamente, sollevano più di qualche perplessità, soprattutto se lette alla luce della dura contrapposizione tra il governo gialloverde e la Germania sin dall’insediamento di Conte a Palazzo Chigi. Una contrapposizione che era sfociata persino nelle parole inaudite del commissario Ue al bilancio, il tedesco Günther Oettinger: «I mercati insegneranno agli italiani a votare nella maniera giusta».

Acqua passata, a quanto pare, per Conte. Il quale loda anzi «lo stile di comando» della Merkel e il suo comportamento durante le trattative tra l’Italia e la Commissione europea sulla legge di Bilancio: la Merkel, spiega Conte, «mi aveva assicurato in anticipo che avrebbe lasciato che le trattative si svolgessero secondo le regole della Ue» e che lei «non voleva interferire e mi ha detto che sarebbe stata felice se si fosse giunti a un compromesso». Non manca persino una piccola tirata di orecchie a Salvini e Di Maio, i quali hanno invece tenuto alto il livello dello scontro: «Nella trattativa con Bruxelles, ho esortato i miei due vicepremier, il ministro Salvini e il ministro Di Maio, ad adottare uno stile di comunicazione, diciamo così, più concreto». Di più: Conte si dice «contento» del commento di un autorevole quotidiano tedesco, secondo cui nella contesa sul bilancio il presidente del Consiglio «si è emancipato» da Salvini e Di Maio, mescolando «charme e ragionevolezza». Contento lui…

Valerio Benedetti

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