Roma, 4 set – Ci siamo: il presidente del Consiglio incaricato Giuseppe Conte è entrato al Quirinale, dove è atteso dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella per sciogliere la riserva. Sta per nascere il governo M5S-Pd-LeU. Conte è stato fino all’ultimo momento a contrattare sulla spartizione delle poltrone. Da poco infatti il vicesegretario del Pd Orlando e Franceschini hanno lasciato Palazzo Chigi, dove erano riuniti con il premier incaricato e la delegazione dei 5 Stelle. A quanto pare resta da sciogliere il nodo del sottosegretario alla presidenza del Consiglio (casella che Conte vorrebbe tenere per un suo uomo e che invece potrebbe andare al pentastellato Riccardo Fraccaro). Per il resto, la squadra di governo sarebbe pronta. Certo, come è anticipato dal Colle, Mattarella dirà l’ultima parola sui ministeri chiave – Economia, Esteri, Interno e Difesa. Ma probabilmente, data l’intesa idilliaca tra il Presidente e l’ex “avvocato del popolo”, Conte avrà in tasca i nomi giusti.

Di Stefano (M5S) smentisce Delrio: “Nuova legge immigrazione non è sul tavolo”

Intanto, a smentire l’annuncio fatto dal dem Graziano Delrio in mattinata è Manlio Di Stefano, deputato del Movimento 5 Stelle e sottosegretario uscente agli Affari esteri: “Una nuova legge sull’immigrazione non è sul tavolo“. Se così fosse, il nuovo governo – secondo quanto annunciato ufficialmente – si limiterà (si fa per dire) a emendare i decreti sicurezza secondo le indicazioni impartite dal Colle.

Calenda sfotte sull’ingresso di LeU nel governo

Intanto l’accordo raggiunto con Liberi e Uguali non piace proprio a tutti. Ma per l’ex Pd Carlo Calenda è tutta scena. “Imbarazzi tardivi“, commenta così le parole di Pierferdinando Casini che ha definito “imbarazzante” l’alleanza con i “compagni” di LeU e ha messo in guardia da un governo troppo “squilibrato a sinistra”. Anche il senatore M5S Elio Lannutti borbotta ma non più di tanto. “Il Pd, partito geneticamente modificato come una pannocchia della Monsanto, contro il quale mi sono battuto in questi anni non è il massimo – scrive su Facebook – come già rappresentato, il voto di fiducia al Conte bis, dipenderà dalla compagine ministeriale“.

Adolfo Spezzaferro

2 Commenti

Commenta