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Roma, 2 nov – Il governo giallofucsia sta per dare un altro giro di vite anti-coronavirus con un nuovo Dpcm – che dovrebbe essere approvato tra oggi e domani in sostituzione di quello attualmente in vigore – e ulteriori restrizioni sugli spostamenti, valide almeno fino al 4 dicembre. Tra le ipotesi allo studio, chiusura di bar e ristoranti anche a pranzo e serrata generale dei negozi dove l’indice di trasmissione Rt supera l’1,5. Ma anche coprifuoco anticipato, anche se non è stato ancora deciso l’orario di “chiusura” del Paese. In ogni caso, a quanto pare il governo centrale intende scaricare la responsabilità sui presidenti di Regione. Starà a loro firmare ordinanze ulteriormente restrittive, d’intesa con Palazzo Chigi. Il tutto per evitare (almeno per adesso) un lockdown generale.

Tre livelli di pericolosità e zone rosse

Pertanto si procederà con un “regime differenziato basato su tre livelli costruiti in base agli scenari e ai livelli di rischio del sistema elaborato dall’Istituto superiore di sanità”. Sono i tre livelli di pericolosità: “Il terzo livello è quello nazionale, il secondo livello è con misure più severe riservate a Regioni più critiche e il primo livello è quello con misure ancora più severe riservato a regioni che sono in scenario 4 e rischio alto”. Per queste regioni appare ormai più che probabile un lockdown a tutti gli effetti. Le zone rosse infatti scatterebbero in automatico, in applicazione del sistema elaborato dall’Iss.

Smart working e didattica a distanza

Sul fronte delle chiusure, si parla anche dei negozi al dettaglio – ad eccezioni di quelli di alimentari, delle farmacie e dei tabaccai – e dei musei. Nella pubblica amministrazione lo smart working sarà applicato per il 100% dei dipendenti ad eccezione dei servizi pubblici essenziali. A scuola sarà invece obbligatoria la mascherina anche al banco. Le lezioni per le scuole superiori saranno solo in didattica a distanza. Stessa sorte per gli studenti di seconda e terza media. Resteranno aperte per le lezioni in presenza soltanto le scuole elementari e la prima media.

Divieto di spostamento tra regioni

Per quanto riguarda gli spostamenti, si parla di un nuovo coprifuoco sull’intero territorio nazionale, a partire dalle 20 o dalle 21. Dopo quest’orario sarà possibile uscire dalla propria abitazione soltanto per “comprovate esigenze”: lavoro, salute o urgenza. Gli spostamenti dovranno essere giustificati con il modulo di autocertificazione. Dovrebbe arrivare anche il divieto di spostamento tra le regioni se non per motivi di lavoro, salute e urgenza, sempre portando con sé l’autocertificazione. Ogni altro viaggio dovrà essere rinviato a data da destinarsi. Chi si troverà fuori dalla propria regione al momento dell’entrata in vigore del Dpcm ovviamente potrà fare ritorno nel proprio domicilio anche nei giorni successivi. La chiusura dei confini regionali punta a limitare le aree con maggiori casi di coronavirus in modo tale da non creare focolai in zone con un quadro meno allarmante.

Stamani riprende il confronto Stato-Regioni nel tentativo di trovare la quadra. Tuttavia quello che i governatori vorrebbero evitare – magari con delle restrizioni uniformi per tutto il territorio e la possibilità di inasprire i divieti in base alla gravità della situazione – è di passare per quelli che decidono di chiudere tutto. Inoltre ci sono governatori che vorrebbero da subito il lockdown nazionale, perché ritenuto l’unica misura efficace.

Adolfo Spezzaferro

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