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Roma, 18 apr – Non c’è fase 2 che tenga, gli alberghi chiedono lo stop al pagamento delle tasse per tutto il 2020, credito d’imposta per gli affitti e rimborsi a fondo perduto per chi ha perdite di fatturato tra il 25 e 30%. Sono le richieste al governo Conte alla luce delle perdite causate dall’emergenza coronovirus. “Noi puntiamo tutto su decreto di aprile perché dovrebbe dare aiuti alle imprese” dichiara all’AdnKronos il presidente di Federalberghi Bernabò Bocca. In particolare, spiega, “chiediamo la proroga di un anno di tutti gli adempimenti fiscali che arriveranno a giugno, dall’Imu sugli immobili strumentali (che è statale), all’Ires e all’Irap dell’anno precedente che si sarebbero dovuti pagare in base ai ricavi di quest’anno”.



“Rimborso a fondo perduto per chi ha perso il 25-30% del fatturato”

Inoltre, Bocca chiede al governo in rappresentanza della categoria “un rimborso a fondo perduto per le aziende che hanno perso almeno il 25-30% del fatturato dall’inizio dell’emergenza coronavirus. Ed inoltre la richiesta di allargare anche al settore alberghiero il credito d’imposta sugli affitti già concesso ai negozi”. “Visto che noi collaboriamo al Pil per il 13% – fa presente – ci aspettiamo che la stessa percentuale venga applicata per i soldi messi a disposizione“. Anche perché gli imprenditori del settore hanno dovuto anticipare, tra l’altro, la cig a migliaia di dipendenti per tutto il mese di marzo. Come se no bastasse, rimarca, “molti di noi non avranno ricavi fino al 2021 perché, ad esempio, in un albergo a Venezia, dove l’80% del turismo è straniero, per la maggior parte extraeuropeo, anche se apre chi ci andrà?”.

“Governo ha idee confuse, dimostri con i fatti che il turismo è importante”

Bocca poi ha fortemente criticato l’esecutivo Conte per il “senso di incertezza” in cui ha gettato il settore del turismo, senza alcuna data certa sulla riapertura. “Da parte del governo mi sembra ci siano idee confuse – è l’attacco del numero uno di Federalberghi – c’è troppa gente che parla e che decide, troppi comitati. A un certo punto imprese, governo e sindacati devono assumersi la responsabilità di riaprire questo Paese, sempre in sicurezza e non mettendo a rischio la salute dei cittadini, ma se le fabbriche dei servizi essenziali in Italia non hanno registrato casi di coronavirus significa che le fabbriche sono posti sicuri”. Il turismo è ovviamente il settore più colpito dalla serrata generale e dalle restrizioni. Per questo Bocca chiede al governo di agire subito: “E’ arrivato il momento in cui la politica di questo Paese deve dimostrare con fatti concreti e non con messaggi promozionali, se il turismo è importante per il Paese e quindi se davvero investe su questo settore. L’appuntamento è questo”, conclude.

Adolfo Spezzaferro



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1 commento

  1. Appena ricevuto la notizia via-posta elettronica da CPI:

    https://www.cagliaripad.it/455000/casapound-contro-la-richiesta-del-governo-di-accogliere-migranti-in-quarantena/

    Non lo sapevo, mi era del tutto sfuggito (fatto che risale a cinque giorni fa). Sconcertante. Non aggiungo altro sennò rischio una denuncia.

    Anche Sicilia, Calabria e Puglia nella stessa situazione, roba da matti. Si sono mossi (finalmente!) anche FdI e Lega. Anche Federalberghi dovrebbe protestare duramente: a parte la follìa della richiesta in sé (che solo da un governo di tal fatta è potuta arrivare), sarebbe la morte definitiva di una stagione turistica già gravemente compromessa in tutta Italia.

    Speriamo che i rispettivi governatori tengano duro (ma la classicissima “mano sul fuoco” proprio non mi sento di mettercela).

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