Roma, 3 apr – Ecco chi si sposta e dove va in ben 131 Paesi colpiti dalla pandemia di coronavirus. A mostrarlo è Google, grazie al Covid-19 Community Mobility Report: uno strumento utile per capire se le limitazioni imposte in tutto il mondo vengono rispettate. Per realizzare l’analisi l’azienda di Mountain View ha usato i dati aggregati e resi anonimi sulla geolocalizzazione. “Sono dati aggregati e anonimi per mostrare quanto sono affollati determinati luoghi” e “cosa è cambiato a seguito delle limitazioni”. Il colosso del web sottolinea che i report sugli spostamenti, “sono sviluppati nel rispetto della privacy”. Ebbene, dall’analisi dei dati emerge che in Italia gli spostamenti sono crollati.



Al 29 marzo -94% di presenze nei negozi e nei locali, -85% negli alimentari e nelle farmacie

Al 29 marzo si segnala un -94% di individui nei negozi e nei locali, un -90% nei parchi e un -85% negli alimentari o nelle farmacie, tra i pochi esercizi commerciali ad essere rimasti aperti. Un crollo è stato poi misurato anche per quello che riguarda il trasporto pubblico, con un 87% di persone in meno in metropolitane, bus o stazioni dei treni. Da queste stime emerge che gli spostamenti verso il posto di lavoro sono scesi del 63%. Unico dato ovviamente in crescita è il tasso di permanenza in casa, in aumento del 24%. La mappa completa italiana e degli altri Paesi del mondo monitorati è consultabile a questo indirizzo.

Tutti a casa, in Lombardia come nel Lazio

La mappa degli spostamenti mostra che a livello regionale non ci sono scostamenti significativi rispetto al dato nazionale. In Lombardia, la regione più colpita dall’epidemia, l’affluenza agli alimentari ha segnato un -81%, ai trasporti -89%, al lavoro -65%, ai parchi -91%, ristoranti e bar -95%, +24% la residenzialità. Ma nel Lazio, dove i contagi sono nettamente inferiori, si registra comunque un -94% per bar e ristoranti e un -90% per i parchi, così come un -62% al lavoro.

Report basati sulla Cronologia delle posizioni degli utenti

Il sistema di monitoraggio funziona in modo semplice. Le informazioni vengono create a partire da un insieme di dati “aggregati e anonimizzati” degli utenti che hanno attivato la Cronologia delle posizioni e che – spiega l’azienda Usa – “può essere disattivata in qualsiasi momento dal proprio Account Google e i dati si possono sempre eliminare dalla propria Cronologia”.

Adolfo Spezzaferro

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1 commento

  1. Ma che bravi e adorabili che sono questi di Google…, ma come ci permettavamo di criticarli? Impariamo a mangiare codici, file, sensori, reti, frequenze e diventeremo binari sì…, ma morti! Si capisce sempre dopo!

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