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Roma, 18 mag – Resta in carcere il terrorista comunista pluriomicida Cesare Battisti. I giudici del tribunale di sorveglianza di Cagliari, come apprende l’AdnKronos, hanno rigettato la richiesta di scarcerazione dell’ex latitante dei Proletari armati per il comunismo che nei giorni scorsi aveva chiesto di essere trasferito agli arresti domiciliari a casa dei parenti per paura di rimanere contagiato dal coronavirus.

La richiesta della difesa

Cesare Battisti, condannato a vario titolo per quattro omicidi, è rientrato in Italia il 14 gennaio 2019, dopo 37 anni di latitanza, prima in Francia e poi in Brasile, estradato dalla Bolivia. Reo confesso, sta scontando l’ergastolo nel carcere di Oristano. I suoi legali avevano presentato al Tribunale di sorveglianza la richiesta per potere beneficiare delle misure alternative alla custodia cautelare in carcere per l’emergenza. Secondo l’avvocato, Battisti, che è in isolamento, soffrirebbe di diverse patologie.

La conferma definitiva dell’ergastolo

La difesa aveva depositato un ricorso alla Corte di Cassazione per richiedere l’annullamento della pronuncia con cui la Corte d’Assise d’Appello di Milano aveva confermato la pena definitiva dell’ergastolo. I giudici avevano rigettato la richiesta di commutare la pena a vita in 30 anni di reclusione. La difesa aveva fatto riferimento agli accordi bilaterali tra Italia e Brasile, Paese dove appunto non è previsto il carcere a vita, a differenza che in Bolivia dove Battisti si trovava al momento della cattura.

Adolfo Spezzaferro

4 Commenti

  1. Ma dico io… un paese come l’italia dove giusva fioravanti con decine di omicidi e’ libero e beato ,tutti i brigatisti rossi che hanno trucidato moro e la sua scorta con assieme altri morti e omicidi e rapine balzerani faranda libere da decenni ,dico io.. ce la stiamo a pigliare con questo battista? non sono di parte ma dico sono tutti stati rimessi in liberta’ i peggiori terroristi rimettiamo in liberta’ anche questo criminale e buonanotte.

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