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Roma, 16 lug – Il governo giallofucsia corre ai ripari (sebbene in ritardo) per evitare contagi da importazione e chiude ad altri Paesi a rischio, fermo restando che però lascia i porti aperti alle navi Ong e ai vari clandestini, spesso positivi al coronavirus. “Ho firmato una nuova ordinanza che aggiunge Serbia, Montenegro e Kosovo alla lista dei Paesi a rischio”, lo annuncia su Facebook il ministro della Salute Roberto Speranza. “Chi è stato negli ultimi 14 giorni in questi territori – spiega – ha il divieto di ingresso e transito in Italia. Nel mondo l’epidemia è nella fase più dura. Serve la massima prudenza per difendere i progressi che abbiamo fatto finora”, ripete il ministro.

Sale a 16 il numero dei Paesi a rischio coronavirus

Come è noto, l’ordinanza firmata da Speranza prevede il blocco dei voli aerei, dei treni e di tutti gli altri mezzi di trasporto per il collegamento da e per la Serbia, il Montenegro e il Kosovo. Attualmente quindi lo stop riguarda 16 Paesi a rischio pandemia Covid-19: Armenia, Bahrein, Bangladesh, Brasile, Bosnia Erzegovina, Cile, Kuwait, Macedonia del Nord, Moldova, Oman, Panama, Perù, Repubblica Dominicana, Serbia, Montenegro e Kosovo.

Altri 14 positivi tra i clandestini sbarcati a Pozzallo

Il problema è che oltre ai possibili immigrati positivi regolari che entrano in Italia via aereo e via treno, ci sono soprattutto i clandestini positivi che arrivano via mare, in continuo aumento. Sono altri 14 i positivi al coronavirus tra gli immigrati irregolari di origine asiatica approdati alcuni giorni fa a Pozzallo. L’Asp di Ragusa, che sta operando in contatto costante con l’assessorato regionale alla Salute, ha individuato i nuovi contagiati attraverso un preciso protocollo. I sanitari hanno infatti effettuato un secondo tampone dopo gli 11 casi di contagio registrati nei giorni scorsi tra il gruppo di pakistani. I 14 clandestini risultati positivi in queste ore si trovano già in isolamento in una struttura individuata dalla prefettura di Ragusa. Ma i porti restano aperti.

Bernini (FI): “La quarantena ci costa carissima”

Sul fronte dell’opposizione, Anna Maria Bernini di Forza Italia va all’attacco del governo giallofucsia, che “ha finalmente ammesso quello che tutti già sanno, ossia che l’incremento dei contagi in Italia è dovuto agli sbarchi di migranti cresciuti in modo esponenziale negli ultimi mesi”. “Ma ci dice di stare tranquilli – prosegue la presidente dei senatori di FI -, perché si fanno i tamponi e c’è la quarantena. Ora, a parte che in troppi ancora sfuggono ai controlli, e che quindi la sicurezza sanitaria è tutt’altro che garantita, il nuovo bando della Protezione civile prevede che per ogni migrante ospitato sulle navi-quarantena si debbano spendere 4.800 euro al mese. Non si preoccupano, i signori al governo, degli effetti che questa notizia potrà avere sugli 800mila italiani che ancora non hanno ricevuto un euro di cassa integrazione?“, conclude la Bernini.

Adolfo Spezzaferro

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