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Crisi di governo, partito il conto alla rovescia. Di Maio e Salvini ai ferri corti

by Adolfo Spezzaferro
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Roma, 19 apr – Il governo Lega-M5S sembra proprio aver fatto partire il conto alla rovescia. Non cadrà prima delle Europee, d’accordo. Ma subito dopo – è più che probabile. Sì, perché lo scontro sull’incapace sindaco di Roma Virginia Raggi (che secondo i leghisti dovrebbe dimettersi) e sul sottosegretario indagato per corruzione Armando Siri (che secondo i pentastellati dovrebbe dimettersi) somiglia tanto all’inizio della resa dei conti.

Di Maio: “Anche oggi la Lega minaccia di far cadere il governo”

Nel botta e risposta odierno vediamo il capo politico del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio che spara: “Anche oggi la Lega minaccia di far cadere il governo. Lo aveva già fatto con la Tav. Sembra ci siano persino contatti in corso con Berlusconi per fare un altro esecutivo. Trovo grave che si prenda sempre la palla al balzo per minacciare di buttare via tutto. Ma dov’è il senso di responsabilità verso i cittadini? Dove è la voglia di cambiare davvero le cose, di continuare un percorso, di migliorare il Paese come abbiamo scritto nel contratto?”. Il vicepremier ci va giù pesante, evocando scenari allarmanti.

Salvini: “La crisi di governo è solo nella testa di Di Maio”

Ma il leader della Lega Matteo Salvini getta subito acqua sul fuoco: “Macché crisi di governo! La Lega vuole solo governare bene e a lungo nell’interesse degli italiani, la crisi di governo è solo nella testa di Di Maio che farebbe bene a non parlare di porti aperti per gli immigrati e a controllare che il reddito di cittadinanza non finisca a furbetti, delinquenti ed ex terroristi“.

“Tutto questo per non mettere in panchina un indagato”

Il leader pentastellato punta il dito contro Siri, a cui il ministro 5 Stelle Danilo Toninelli ha ritirato le deleghe alle Infrastrutture, innescando la dura reazione di Salvini: “Ma poi per cosa? Per non mettere in panchina un loro sottosegretario indagato per corruzione (che potrà poi rientrare nel governo laddove, mi auguro, si risolvesse positivamente la questione) sono pronti a far saltare tutto e a tornare con Berlusconi? Questo è il valore che danno all’Italia?”. E sempre riguardo Siri, pur senza menzionarlo direttamente, Di Maio ricorda che quando le richieste per cui è indagato “arrivarono sui nostri tavoli ci sembrarono strane e le bloccammo. Questo dimostra che gli anticorpi del Movimento ci sono e sono ancora forti. Senza di noi chissà cosa sarebbe accaduto. Abbiamo sempre agito rispettando un punto, un principio: la legalità!. Siamo nati sulla questione morale e gli indagati per corruzione o per aver preso mazzette e tangenti no, non possiamo accettarli”.

M5S: “Sui rimpatri meglio Minniti di Salvini”

Fonti pentastellate poi vanno all’attacco di Salvini proprio sul perno della campagna elettorale e dell’azione di governo della Lega: la gestione dei flussi e dei rimpatri. “Il reddito di cittadinanza ha fatto segnare un segno più all’ultimo Def. Questo giusto per ricordarlo a Salvini, che spesso si riempie la bocca di crescita e cantieri. I veri problemi sono altri, come ad esempio i quasi 600 mila irregolari in Italia. Ricordiamo che Salvini disse che li avrebbe rimpatriati in un mese, ma dai numeri sembra persino che Minniti abbia fatto meglio di lui. Ci auguriamo un cambio di passo”, affermano fonti pentastellate.

Salvini: “Non vorrei che nel M5S qualcuno volesse andare a governare con la sinistra”

Sul fronte immigrazione arriva immediata la replica di Salvini che regola subito i conti con l’alleato invitandolo ad evitare “deviazioni” sul percorso del governo che possano portare a posizioni più vicine al Pd che a quelle della Lega: “Con tutti gli avversari potenti che ha questo governo, non capisco perchè anche oggi l’amico Di Maio parli di crisi di governo. Non vorrei che nei 5 Stelle qualcuno avesse voglia di far saltare tutto e magari andare a governare con la sinistra… Buon venerdì santo di pace a tutti”. Insomma, il dato politico è che i due alleati sono arroccati e difendono la posizione. Questo perché siamo in campagna elettorale. Lega e M5S quindi stanno valutando quanto possa convenire in termini di consensi raggiungere un compromesso o proseguire con lo scontro fino al voto del 26 maggio.

Adolfo Spezzaferro

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Cesare 19 Aprile 2019 - 10:04

E’ evidente che la lotta all’ immigrazione clandestina ha dato grande popolarità a Salvini mentre il reddito di cittadinanza stà facendo imbufalire parecchi che avranno solo dai 40 ai 300 euro al mese anzichè i 780 sperati.Di Maio è il classico topo in trappola che scalpita e spera in una ripresa buttandosi a sinistra.Poi fà l’onesto ma sempre con il c… degli altri dato che anche la Raggi e indagata ma lei è speciale; è una grillina poverina onestina!

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