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Roma, 4 giu – Il governo verdegiallo è a un passo dalla crisi. Nonostante l’appello del premier Giuseppe Conte, che ieri in conferenza stampa ha invitato Lega e M5S a riprendere la collaborazione per attuare il contratto di governo, altrimenti avrebbe dato le dimissioni, l’incontro a Palazzo Chigi sullo Sblocca cantieri di ieri si è concluso con un nulla di fatto. E proprio Conte ha dovuto mandare tutti a casa dopo l’ennesimo scontro nella maggioranza. A quanto pare, il viceministro leghista all’Economia, Massimo Garavaglia, ha bloccato tutto: “Ho l’ordine di approvare lo stop al Codice” degli appalti per due anni. A dare il polso della situazione ad alta tensione a Palazzo Chigi, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, il leghista Giancarlo Giorgetti, che chiosa: “Se poi non cade grandine dal cielo, ma pioggia nucleare, radioattiva, hai voglia allora a farti ombrello – secondo quanto riportato da Repubblica – . Non basta, l’ombrello si scioglie”.



Lo scontro sul Codice degli appalti

A far precipitare gli eventi stavolta è stata la proposta di modifica al decreto Sblocca cantieri arrivata dopo la riunione di governo di martedì scorso per decidere gli emendamenti governativi al provvedimento, ragione per cui il premier Conte aveva chiesto un chiarimento alle due forze di maggioranza. Il viceministro Garavaglia, riportano fonti di Palazzo Chigi, incalzato dal presidente del Consiglio a entrare nel merito dello stop momentaneo al codice degli appalti, avrebbe opposto un netto no. Un rifiuto, il suo, che avrebbe generato una forte irritazione nel premier che, a quanto si apprende, avrebbe detto ai presenti: “Allora per me la riunione finisce qui“. “E’ una questione di metodo, così non va bene” avrebbe affermato ancora Conte. E poi: “E’ una cosa che avevamo già archiviato”. Dopo circa un’ora di discussione con i membri leghisti del governo presenti a Palazzo Chigi, il premier, “decisamente contrariato”, ha alzato le mani, dicendo che non c’erano margini per continuare a discutere. Così è andato via, facendo saltare anche la riunione prevista successivamente sul dl Crescita, fermo alla Camera. A questo punto il decreto sblocca cantieri rischia di non tagliare il traguardo. I tempi per l’approvazione infatti sono davvero stretti: 17 giugno la deadline, ma il decreto deve passare anche alla Camera. A questo punto, però, non è escluso che la misura non veda la luce, perché il rischio di una crisi di governo – conclamato dall’ultimatum di ieri di Conte – è sempre più concreto.

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Adolfo Spezzaferro

 

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