Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 8 gen – Mentre si avvicina la crisi di governo, Zingaretti blinda Conte e agita lo spauracchio del voto anticipato. A poche ore dal vertice di maggioranza a Palazzo Chigi sul Recovery plan si restringono sempre più le possibilità di salvare il Conte bis. Infatti Renzi non sembra voler mollare di un millimetro nel suo braccio di ferro con il premier. Una cosa è certa: pure se il segretario del Pd parla di urne, nessuno tra i giallofucsia vuole veramente tornare al voto.

Italia Viva vuole il Mes e che Conte molli la delega ai Servizi

Queste le posizioni. Italia viva tiene il punto: serve il Mes e Conte deve mollare la delega sui Servizi. A ribadire l’ultimatum è la capo delegazione Teresa Bellanova, che dice: “Il governo è al capolinea“. Se Conte non fornirà risposte concrete alle richieste messe nero su bianco da Iv, i renziani abbandoneranno l’esecutivo. Contrari all’ultimatum Pd e Movimento 5 Stelle, che si schierano dalla parte del premier. Per i due principali partiti della maggioranza giallofucsia non esistono alternative. O meglio, per i dem se cade Conte niente rimpasti o altri governi (compreso quello tecnico): si torna al voto. Per i 5 Stelle, invece, il premier non si tocca, ma se dovesse cadere sarebbero disposti a governare con chiunque pur di non andare alle urne (e sparire dalla circolazione).

Occhi puntati sul Senato, la fine del Conte bis avverrà in Aula?

In attesa dello showdown – anche se non è ancora chiaro chi tra Conte e Renzi mostrerà per primo le carte – occhi puntati sul Senato. Infatti il premier, se la resa dei conti non dovesse consumarsi prima – magari al prossimo Cdm -, ha più volte ribadito che aspetterà il leader di Iv in Aula. Come è noto, però, le truppe cammellate renziane al Senato sono indispensabili per tenere in vita l’esecutivo. E il senatore di Rignano è convinto che i famigerati “responsabili” che dovrebbero soccorrere Conte non ci sono.

Bellanova: “Tempo finito, ora devono arrivare le risposte”

Intanto, allo stato attuale, la Bellanova incalza l’ex avvocato del popolo oggi strenuo difensore della poltrona: “Il tempo è finito. Ora devono arrivare le risposte. Conte dovrebbe prendere atto che questa esperienza è al capolinea. Bisogna riscrivere un nuovo patto di governo”. La palla sta al premier. “Sono le ultime ore del governo Conte? Dipende da lui, da come vuole affrontare questa situazione di grande emergenza”, chiarisce la renziana di ferro.

Zingaretti incalza il premier: “Serve patto di legislatura”

Zingaretti dal canto suo, seppur difendendo Conte, lo spinge affinché “prenda un’iniziativa per arrivare a una proposta di patto di legislatura“. Il segretario Pd ribadisce la necessità, condivisa da tutti gli alleati giallofucsia, di “dare nuovo slancio all’esecutivo“. Che vuole dire tutto e niente. E infatti le parole del leader dem vengono subito accolte positivamente dai renziani: “Ciò che ha detto il segretario Zingaretti” sulla necessità di un nuovo patto di legislatura “è condivisibile, ora sta al presidente Conte decidere”, afferma il ministro per la Famiglia Elena Bonetti. Insomma, l’importante è che sia chiaro e condiviso che tutto dipende da come si muoverà Conte.

Il segretario Pd: “Sosteniamo Conte ma esiste rischio reale di tornare al voto”

Al contempo però il Pd ribadisce la lealtà al premier: “Lo sosteniamo”, chiarisce Zingaretti. Il quale poi avverte che esiste un “rischio reale” di tornare alle urne. Eventualità che però i dem “non temono”. Quanto a un possibile governo tecnico o di larghe intese, il segretario taglia corto: “Quale altra strada c’è rispetto a questa? Un altro governo, confuso, trasformista, trasversale, tecnico? Nulla di buono tutto ciò porterebbe all’Italia”.

Anche LeU vuole che il Conte bis vada avanti. E punta il dito contro i renziani: “E’ evidente che se si vogliono solo cercare pretesti per una rottura incomprensibile e già decisa a freddo, nessuna disponibilità al dialogo e alla collaborazione sarà mai sufficiente”. Per quanto riguarda i 5 Stelle, l’abbiamo detto: loro – come Zingaretti, d’altronde – sperano che Conte resti in sella e in ogni caso faranno qualsiasi cosa (ancora una volta) per evitare il voto.

Adolfo Spezzaferro

La tua mail per essere sempre aggiornato

1 commento

  1. pagliacci tutti, dal primo all’ultimo, da sinistra a destra
    sono tutti uguali, come in America dove Trump l’ha mostrato a tutti
    Chissà se ci sarà mai qui qualcuno capace di fare aprire gli occhi a cittadini imbalsamati davanti alla TV da marzo con la paura di morire…

Commenta