Roma, 2 lug – Il comandante Gregorio De Falco, senatore a 5 Stelle, attacca il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini sul fronte immigrazione: “Non si possono chiudere i porti. Il problema è la vita di queste persone“. In un’intervista al Corriere della Sera, De Falco si allea quindi con il presidente della Camera Roberto Fico in una sorta di fronda interna al M5S che va contro la linea del governo. Entrambi parlando di vite umane, solidarietà, obblighi nei soccorsi. Tutte tematiche molto care a quelle Ong che il governo italiano sta cercando ci contrastare con l’obiettivo di impedire il traffico di esseri umani. Belle parole che nel caso delle Ong sono la scusa per alimentare il business dell’accoglienza. E nel caso del pentastellato Fico e del “comandante a 5 Stelle” sono un modo per avere un po’ di visibilità, a costo di andare contro il partito.
Per il militare oggi senatore, “c’è una differenza fra migrazione e naufragio. La prima è burocrazia, il secondo implica un soccorso umanitario. Ora dobbiamo capire se in Libia sono in grado di gestire e coordinare autonomamente le operazioni in mare meglio delle Ong e della Guardia costiera. Il Movimento non deve lasciare campo libero”.
“A me interessa delle vite umane, non del consenso … L’aggressività può avere un senso se ottieni dei risultati. E se ci sono morti è chiaro che non va tutto bene”, rincara la dose il senatore pentastellato.
Secondo De Falco, la decisione di chiudere i porti alle Ong presa dal ministro dell’Interno è “politica, non tecnica” (che rivelazione sorprendente: un politico che fa cose politiche…). “Mi auguro – prosegue – che ci siano altri passi diplomatici prima che si arrivi a tanto. Mi chiedo: ci sono davvero questi motivi di ordine pubblico che giustificano la chiusura? Chiedetelo a Salvini”.
Ricordiamo che De Falco è il capitano di fregata divenuto famoso perché la notte del 13 gennaio 2012 intimò in modo colorito (il celebre “Salga a bordo c…!”) a Francesco Schettino di non lasciare la Costa Concordia naufragata all’Isola del Giglio.
A tal proposito vale la pena ricordare che come in quell’occasione il De Falco ordinava a Schettino di salvare vite umane mentre se ne stava al sicuro nel centro di comando, oggi chiede di riaprire i porti, stando comodamente seduto a Palazzo Madama. Che dire… almeno è coerente.
Adolfo Spezzaferro

3 Commenti

  1. ….l’ex dovrebbe chiedere un coordinamento tra la marina militare italiana con quella libica e apertura di centri di accoglienza/selezione, gestiti dall’italia e con fondi eu, in modo da dividere i veri profughi (che hanno un vero e primario diritto di protezione) dai clandestini economici….I VERI profughi (donne e bambini in primis) devono essere accolti e distribuiti tra TUTTI i paesi UE e aiutati. Gli ”economici”,se servono per delle loro capacità utili, potrebbero essere accolti e condivisi con gli altri paesei della UE ( inclusi quelli dell’est) ospitandoli per tempi determinati legati al bisogno lavorativo del paese ospitante….La faccenda , se non ci mettonoi le mani le ”coop pd & c” risolverebbe, finalmente, il problema..

  2. L’esercito e democrazie seguono percorsi diversi. Un rappresentato del popolo rispetta il volere espresso dai suoi elettori. Chi vuol fare di testa propria è liberissimo di farlo, ma si dimette prima di tradire. So di chiedere troppo si superbì, ma forse … a da veni la democrazia cari sergente (degradato!)

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