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Salvini a Pontida: "I compagni si rassegnino, governeremo per trent'anni"

by Adolfo Spezzaferro
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Roma, 2 lug – Matteo Salvini a Pontida lancia una “Lega d’Europa” che riunisca tutte le “Leghe” europee, i “movimenti liberi e sovrani“. Dopo aver sfidato il suo stesso partito lanciandolo oltre i confini del Nord Italia e di quella Padania che ormai è un lontano ricordo, il vicepremier punta a superare anche il livello nazionale e, in vista delle Europee di fine maggio 2019, dare vita a una confederazione delle formazioni sovraniste europee. “Non governeremo per cinque anni, si rassegnino i compagni, ma per trent’anni”, assicura il segretario leghista mandando un saluto ai vari Gad Lerner, Eugenio Scalfari e Michele Santoro.
Il suo progetto sovranista e populista è quindi in netta contrapposizione con quei partiti che invece sono espressione delle élite. “Sono contento e soddisfatto del lavoro del governo Lega-M5s. Contano i fatti. Se vogliono farci litigare non ci riusciranno”, sostiene Salvini. “Le Europee dell’anno prossimo saranno un referendum fra l’Europa delle élite, delle banche, della finanza, dell’immigrazione e del precariato, e l’Europa dei popoli e del lavoro. ll progetto consiste nel fare una alleanza internazionale dei populisti, che per me è un complimento. Penso che saremo maggioranza”.
La lettura politica è corretta: “Non è la Lega che è cambiata, è il mondo che è cambiato. Abbiamo capito che da soli non andavamo da nessuna parte. Per vincere occorreva unire l’Italia, come occorrerà unire l’Europa. E io penso a una Lega delle Leghe d’Europa che mette insieme tutti i movimenti liberi e sovrani, che vogliono difendere la propria gente e i propri confini“.
Insomma, Salvini intercetta il vento del cambiamento e vuole cogliere un’occasione storica per quell’Europa che ha sempre criticato. Come se ora non volesse più attaccare l’Ue, ma riformarla dall’interno con un movimento di popolo. Un progetto a dir poco ambizioso, che dovrebbe trovare il consenso, prima ancora che delle basi elettorali, dei cittadini, dei leader dei partiti europei in linea con le sue posizioni. Ovvio che Salvini, in campagna elettorale permanente, a prescindere dal progetto “Lega delle Leghe” e della complicata partita delle alleanze con i vari leader sovranisti e populisti nell’Ue, punta a fare il pieno di voti alle Europee, cavalcando l’onda del momento.
Ieri per Salvini è stato un bagno di folla continuo. Arriva a Pontida e fa un tour tra i gazebo di tutte le Regioni, presenti sul pratone. È il primo raduno della storia senza Umberto Bossi e Roberto Maroni: il primo – a quanto pare – è bloccato a Gemonio dal mal di schiena, il secondo in linea è assente, malgrado l’annunciata partecipazione sui social, nei giorni scorsi, in linea con il “profilo defilato” inaugurato con la rinuncia a candidarsi al secondo mandato in Regione Lombardia. Il vicepremier, che comunque ringrazia Bossi e Maroni, indossa bermuda e t-shirt dei Giovani Lega, blu (il nuovo colore di Pontida, che prende definitivamente il posto del verde), col suo volto stampato al centro sopra la frase “La pacchia è stra-finita”, pronunciata contro quello che, a suo dire, è il “laissez faire” dell’accoglienza. Poi indosserà la camicia bianca per parlare dal palco per circa un’ora.
La Lega, da un mese al governo con il Movimento 5 Stelle, è al suo apice, con i sondaggi che danno il partito oltre il 30 per cento (secondo alcuni addirittura sopra il M5S). Salvini nega qualsiasi attrito rilevante con i 5 Stelle e riduce a “opinioni personali” le prese di posizioni del presidente della Camera Roberto Fico a favore dell’apertura dei porti alle navi delle Ong e del sottosegretario alle Pari opportunità Vincenzo Spadafora sul riconoscimento dei diritti delle coppie Lgtb da cui “non si torna indietro”.
“Io rispetto le opinioni di tutti, poi ci sono un governo e un ministro che fa. I porti sono e resteranno chiusi”, sostiene Salvini. “Con i ministri che hanno la delega, Toninelli e Di Maio, siamo in perfetta sintonia – insiste – poi ognuno è libero di esprimere le sue opinioni ma i porti italiani sono chiusi ai trafficanti di esseri umani“. “I porti per chi traffica esseri umani sono e resteranno chiusi. Oggi c’è una terza nave che prenderà la via di un altro Paese e ce ne saranno anche una quarta una quinta e così via”, aggiunge.
Per quanto riguarda il Consiglio europeo dei giorni scorsi, sul fronte immigrazione i risultati per l’Italia sono “un primo passo”, perché “finalmente si è discusso delle proposte italiane: siamo a metà opera, si sono accorti che possiamo dire dei no, e se c’è bisogno li diciamo”, aggiunge Salvini, che tiene a precisare che “l’accoglienza è volontaria per gli altri e quindi anche per noi“. Salvini dal palco di Pontida definisce poi “sciacalli” quelli che considerano i recenti morti nel Mediterraneo vittime della linea del governo italiano sull’immigrazione.
Sul fronte economico, il vicepremier conferma l’impegno di smontare “pezzo per pezzo” la legge Fornero e abbandonare una volta per tutte le politiche di austerity del governo Monti e proseguite dalla sinistra. Poi attacca i vincoli di bilancio Ue. “Se per fare meglio dovrò ignorare uno zero virgola imposto da Bruxelles – commenta – allora dico che per me viene prima la felicità dei popoli, per me quello zero virgola vale zero – continua – fare cadere il muro di Berlino una volta sembrava impensabile, il prossimo muro che faremo cadere è quello di Bruxelles“.
Poi il leader della Lega affronta anche questioni interne al suo partito. “Ho l’ambizione di fare bene e a lungo il ministro dell’Interno. La mia vita è a disposizione di 60 milioni di italiani e di ottomila sindaci senza distinzione di colore politico. Sono il ministro di tutti e cercherò di dare una mano a tutti. Ma nessuno può togliermi dal cuore l’orgoglio e la passione di essere il segretario di questa meravigliosa Lega. E conto di fare a lungo anche il segretario della Lega“. Nel suo lungo discorso, sono molti i nomi citati, oltre al fu ideologo della Lega, Gianfranco Miglio, anche la filosofa Simone Weil riguardo al problema dello “sradicamento”, e, come esempio dell’anti-mafia, il “giudice ragazzino” Rosario Livatino. E infine Walt Disney: “Come diceva Disney, se puoi sognarlo puoi anche farlo”.
Salvini poi conclude il suo comizio, con in mano il rosario, facendo giurare il popolo del pratone di Pontida per la “liberazione dei Paesi europei“.
Adolfo Spezzaferro

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