Roma, 20 mar – “Marcello De Vito è fuori dal Movimento 5 Stelle. Mi assumo io la responsabilità di questa decisione, come capo politico, e l’ho già comunicata ai probiviri”. Parola di Luigi Di Maio in merito all’arresto del presidente dell’Assemblea Capitolina per corruzione in merito alla costruzione dello stadio della Roma

Mentre i pentastellati sono nel panico, Di Maio scrive su Facebook: “Quanto emerge in queste ore, oltre ad essere grave, è vergognoso, moralmente basso e rappresenta un insulto a ognuno di noi, a ogni portavoce del MoVimento nelle istituzioni, ad ogni attivista che si fa il mazzo ogni giorno per questo progetto. Non è una questione di garantismo o giustizialismo – precisa il vicepremier – è una questione di responsabilità politica e morale: è evidente che anche solo essere arrivati a questo, essersi presumibilmente avvicinati a certe dinamiche, per un eletto M5S, è inaccettabile”. Pertanto, su “ordine” del capo politico, De Vito verrà cancellato in queste ore dal database degli iscritti.

I 5 Stelle ora difendono la Raggi

Intanto, tra i big pentastellati è una gara a chi prende le distanze dall’arresto del presidente dell’Assemblea Capitolina. Il sindaco Virginia Raggi taglia corto: “Nessuno sconto. A Roma non c’è spazio per la corruzione. Chi ha sbagliato non avrà alcuno sconto da parte di questa amministrazione”.

Il presidente della Camera Roberto Fico usa lo stesso tono: “L’arresto di De Vito è un fatto terribile. La corruzione è l’atto più deprecabile che un politico possa fare e va condannato al 100%. L’importante è che la magistratura vada avanti nelle indagini. Ho piena fiducia nella magistratura. Non si guarda in faccia a nessuno senza se e senza ma, fermo restando il diritto di De Vito alla difesa”.

I 5 Stelle adesso però fanno quadrato attorno alla Raggi, difendendo la sua poltrona nonostante la tempesta sulla sua amministrazione. L’opposizione (non solo capitolina) infatti chiede alla Giunta di fare un passo indietro. Ma il ministro Danilo Toninelli non ha dubbi, la “sindaca” non si tocca e deve andare “avanti a combattere la corruzione” (sì, ha detto proprio così).

Adolfo Spezzaferro

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