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Roma, 27 set – Una storia d’amore (in senso strettamente politico) finita e un partito in declino. Bruno Tabacci ha infatti annunciato il suo “exit” da Più Europa e con lui se ne va la colonna portante in chiave elettorale: quel Centro Democratico che con il simbolo messo a disposizione garantì a Emma Bonino di presentare la sua lista senza raccogliere le firme alle politiche del 2018. Più Europa ottenne un seggio alla Camera, ovvero la rielezione di Tabacci.

Oggi la vecchia volpe democristiana sembra aver annusato la fine di un esperimento già funzionale e in ogni caso non ha apprezzato la fredda accoglienza della Bonino nei confronti del governo giallofucsia. “Il Consiglio Nazionale di Centro Democratico si è riunito a Roma per esaminare la situazione politica dopo la soluzione della crisi di governo che ha portato alla nascita del Conte 2 sostenuto da una nuova maggioranza”, si legge in una nota del partito. “Una soluzione politicamente e istituzionalmente molto positiva a cui i parlamentari della componente ‘Più Europa Centro Democratico’ alla Camera dei Deputati hanno dato il loro pieno e convinto sostegno”.

L’exit di Tabacci

Peccato che “il gruppo dirigente di +Europa e la senatrice Emma Bonino si siano collocati all’opposizione di un governo che tutta l’Europa ha dimostrato di apprezzare e che ha indicato come commissario europeo per l’Italia una figura di grande autorevolezza come Paolo Gentiloni”, prosegue il comunicato. Di conseguenza “questa lacerazione politica fa venir meno il ruolo di Centro Democratico come soggetto fondatore di Più Europa e portatore del simbolo, senza il quale non sarebbe stato possibile presentarsi alle elezioni politiche del 2018″.

Una frecciata come antipasto per giungere alla non troppo dolorosa decisione presa da Tabacci, quella cioè di “dimettersi dalla presidenza di Più Europa” e di continuare “la propria azione politica e parlamentare coerentemente nell’area del centrosinistra e a sostegno del governo attuale”. Altra fuga, altra corsa. Il Parlamento italiano è costellato da continue giravolte, altro che vincoli di mandato.

Eugenio Palazzini

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1 commento

  1. “Ti hanno sempre tradito!… Ti tradiranno ancora!…..” . Sanciva, ( con somma cognizione di causa), un manifesto di Casa Pound. “Li abbiamo sempre traditi!… Li tradiremo ancora!… Sempre! E per sempre!!!” Questa è la legge, non scritta, ma stampata a fuoco nei cervelli degli appartenenti alla “classe” politica di questa sventurata terra!!! (Ho volutamente evitato di utilizzare il termine: “NAZIONE” , n.d.r.).

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