Roma, 1 nov – Qualcuno l’ha chiamato “decreto giustizia e Covid”, visto il testo unico. In esso si ritrovano infatti sia l’ergastolo ostativo, i rave party illegali, ma anche le decisioni sul reintegro dei medici non vaccinati e sospesi durante la pandemia. Queste le decisioni prese dall’esecutivo nel Cdm di ieri, e comunicate dal presidente del Consiglio Giorgia Meloni nel pomeriggio.

Decreto “giustizia e Covid”

Testo unico, perché entrambe le materie sono presenti. L’ergastolo ostativo impedisce l’accesso ai benefici penitenziari ai condannati per i reati di mafia e terrorismo. Esso potrebbe essere escluso, come riporta Open, “anche in assenza di collaborazione con la giustizia” solo se le vittime sono state risarcite dei danni e soltanto dimostrando “attraverso elementi specifici” di non avere alcun legame con la criminalità organizzata. Quanto alla riforma penale dell’ex ministro della Giustizia Marta Cartabia, è stata rinviata al 30 dicembre.

Rave party illegali

Nel decreto “giustizia e Covid” i rave party diventano ufficialmente illegali. E quindi organizzarli un reato, previsto nell’articolo 434-bis, che può portare fino a 6 anni di reclusione. Il reato descritto nell’articolo è quello di “invasione di terreni o edifici per raduni pericolosi per l’ordine pubblico o l’incolumità pubblica o la salute pubblica”. Come già si parlava ieri a riguardo, inoltre, si prevede pure  la confisca obbligatoria dei veicoli e degli strumenti necessari, senza contare l’obbligo di ripristinare i luoghi nella condizione di origine. Il provvedimento del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi riprende il lavoro mai approvato del precedente ministro Luciana Lamorgese. Piantedosi sottolinea la necessità di contrastare i rave così: “Si tratta di eventi non solo pericolosi per le stesse persone che partecipano, ma molto dispendiosi per l’impiego di forze dell’ordine che ne consegue. Sono ora previste sanzioni significative e confidiamo che la norma possa costituire un deterrente”.

“Nessun approccio ideologico al Covid”

“Nessun approccio ideologico al Covid”, assicura il premier. Le mascherine, intanto, restano, sebbene solo negli ospedali e strutture sanitarie, fino al 31 dicembre. Il ministro della Salute Orazio Schillaci dichiara inoltre che “è anticipata al 1 novembre la scadenza dell’obbligo di vaccinazione Covid. Questo perché il quadro epidemiologico è mutato, in particolare dai dati si vede che impatto su ospedali è limitato e c’è diminuzione contagi e stabilizzazione occupazione ospedali”. I medici non vaccinati torneranno al lavoro. “Ne abbiamo un disperato bisogno”, dice ancora Meloni, mentre per il ministro “aver rimesso a lavorare questi medici non vaccinati serve a contrastare la carenza e garantire il diritto alla salute”.

Alberto Celletti

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