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Roma, 1 ott – Luigi Di Maio lancia l’avvertimento a Matteo Salvini: “Zero garanzie per Silvio Berlusconi“. Il capo politico del M5S vuole serrare le fila dell’alleanza di governo con il leader della Lega in risposta alle grandi manovre in seno al centrodestra.
Il Cav ha dato il suo placet all’elezione di Marcello Foa a direttore della Rai e quindi adesso vorrà battere cassa – è il ragionamento di Di Maio. Certo è che i voti di Forza Italia in commissione Vigilanza hanno aiutato il candidato espresso dalla maggioranza. Tuttavia il capo dei 5 Stelle, mostrando poca gratitudine, ribadisce la linea dura contro Berlusconi, richiamando agli impegni contrattuali il “socio” di governo.
Ieri il vicepremier, ospite di Massimo Giletti a Non è l’Arena su La7, è intervenuto sul fronte editoria e telecomunicazioni – deleghe che si è riservato il M5S – lanciando un avvertimento all’alleato di governo: Salvini “sa che una cosa che non mi deve mai chiedere sono le garanzie per Berlusconi” perché “non ci sono garanzie da dare, altrimenti facciamo come quelli di prima”.
Poi il vicepremier ha ribadito che “gli italiani non possono pagare il canone per una Rai in queste condizioni“. E parlando del neo presidente Foa, il vicepremier ha spiegato che “nessuno potrà mai dire che si tratta di un giornalista della Lega perché ha una storia personale prima della Lega e prima di questo governo”. E lo stesso, ha aggiunto, si può dire dell’ad Fabrizio Salini. “Abbiamo visto i curriculum”, ha tenuto a puntualizzare. “Rimettere in moto la Rai è una sfida epocale – ha sottolineato il capo politico del M5S -. E la dovranno combattere non solo Foa e Salini ma anche noi politici, mantenendo le mani il più lontano possibile dal servizio pubblico”, anche se, ha aggiunto Di Maio, “non è sempre il politico che va alla ricerca di qualcuno in Rai, a volte capita anche l’inverso”.
Sul fronte del governo, Di Maio ha assicurato ancora una volta la tenuta dell’alleanza, negando con forza ogni rottura con il ministro dell’Economia Giovanni Tria. “Noi siamo una grande squadra che finché resta unita farà sempre grandi cose. Per la prima volta dopo tanti anni ha messo al centro del tavolo non i numeri ma i cittadini”. A Tria “nessuno ha mai chiesto di dimettersi”, ha sottolineato Di Maio, aggiungendo: “Abbiamo fatto più riunioni in questi mesi e avevamo sempre chiesto a Tria di fare più scenari”.
Inoltre ha duramente criticato l’opposizione in merito alla manovra: “Mi sento fare la morale da quei signori lì… Si sta facendo un deficit che non è difforme da quelli precedenti, ma con una differenza: quelli lo facevano per le banche, noi per i cittadini“.
Di Maio ha attaccato nuovamente i burocrati di Stato: “Sappiamo tutti che ci sono tecnocrati che ci remano contro, ma questo vale per tutti i ministeri, non solo per il Mef”, ha detto, spiegando che la “legge ha dato troppi poteri alla macchina burocratica”.
A proposito dei festeggiamenti a Palazzo Chigi per l’ok del Cdm alla manovra, Di Maio ha spiegato che “dopo tanti anni in quel palazzo del popolo si è vista una manovra del popolo… Si ha diritto di festeggiare, di esultare. Sono i ministri felici di aver compiuto una promessa fatta agli italiani – ha aggiunto Di Maio – Può essere una cosa che non tutti condividono… ma per tanti anni a quel balcone si sono affacciati gli aguzzini del popolo italiano”.
Adolfo Spezzaferro

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