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Roma, 17 ott – Luigi Di Maio si è vendicato di Giancarlo Giorgetti. E, secondo un retroscena della Stampa, il vicepremier teme e vorrebbe incrinare l’asse Giorgetti-Quirinale-Draghi perché contrasta il governo gialloverde sul fronte delle politiche economiche e del deficit.
Di Maio non conta più un cazzo“, aveva detto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio a maggio durante i giorni delle trattative per il contratto di governo e quando il capo politico dei 5 Stelle aveva rinunciato alle sue aspirazioni da premier. E ora la tensione tra i due è riemersa più alta di prima: Di Maio infatti avrebbe detto ai suoi: “E’ lui adesso che non conta più un cazzo“.
Parole che il vicepremier pentastellato ha fatto arrivare anche al Quirinale. Al Presidente Sergio Mattarella sarebbe stato chiesto, riporta sempre La Stampa in un retroscena, di cambiare interlocutore perché “Giorgetti non rappresenta la linea ufficiale del governo“. Giorgetti sarebbe colpevole di respingere qualsiasi richiesta dei pentastellati: “Per me vale la parola di Matteo Salvini, di nessun altro“, ripete continuamente Di Maio.
L’ultimo scontro c’è stato lunedì scorso, quando Di Maio voleva inserire le pensioni d’oro nel decreto fiscale e Giorgetti gli ha spiegato che non era possibile: “Basta, il Quirinale non deve parlare con lui, ma con noi” è stato lo sfogo.

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