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Roma, 12 gen – “Una crisi di governo è inspiegabile“: parola di Luigi Di Maio, che forse si è perso qualche pezzo del braccio di ferro tra Renzi e Conte. Il ministro degli Esteri interviene sul rischio di una rottura tra i renziani e il resto della maggioranza giallofucsia e cade letteralmente dalle nuvole. “E’ inspiegabile una crisi di governo e non solo perché ci troviamo nel mezzo di una pandemia ma è anche l’anno in cui l’Italia sta presiedendo il G20 e presiederà il summit della Salute, avremo summit internazionali con leader continuamente”, dice Di Maio ospite di Agorà su Rai3.

Di Maio: “Crisi di governo non interessa agli italiani”

“Si sta discutendo di crisi di governo, di rimpasti, di toto-ministri. Non è un argomento che interessa agli italiani né all’estero“, prosegue il titolare della Farnesina, come se non avesse colto il punto della questione. Il grillino o fa finta di non capire o proprio non prende in considerazione che Renzi dubiti fortemente che il premier Giuseppe Conte sia in grado di fare il bene del Paese e di utilizzare al meglio le risorse del Recovery plan.

Lo sfondone del grillino sul Recovery plan e il piano Marshall

Ma niente, Di Maio continua a testa bassa: “All’Italia è stata data una grande fiducia, il Recovery plan è più grande del piano Marshall, non facciamo un servizio al Paese con la crisi di governo”, dice convinto (anche se il piano Marshall in realtà era costituito principalmente da sovvenzioni, i miliardi Ue invece sono in prestito). Di Maio si avventura anche nel merito delle richieste di Italia Viva. “Non discuto che si possano fare meglio le cose ma se si vuole ci si siede a un tavolo e si migliorano le cose”, afferma (come se non sapesse che Conte vuole l’ok al Recovery plan stasera al Cdm). Poi il grillino la spara davvero grossa: “Adesso il partito della responsabilità siamo noi e vedo quelli più esperti di noi che attentano a questa stabilità, è paradossale”.

Per il ministro degli Esteri Conte non si tocca

Di qui la difesa di Conte, che per Di Maio “rappresenta il perno di questa maggioranza perché è la persona su cui abbiamo trovato un punto di intesa quando abbiamo costruito questo governo e lo abbiamo proposto due volte noi”. Ecco perché il ministro degli Esteri reputa “ingiusti gli attacchi che sta ricevendo” il premier. “Noi saremo leali a Conte, saremo leali al presidente del Consiglio che abbiamo individuato noi nel 2018 e nel 2019“, ribadisce (tacendo del fatto che nel 2018 il M5S fosse al governo con la Lega e non con il Pd, ex avversario di sempre).

Di Maio dice no ad altri premier: “Draghi usato come oggetto contundente contro Conte”

In sostanza, Di Maio dice no a qualsiasi ipotesi post Conte senza Conte. “Si cita Mario Draghi sempre quando il governo è in fibrillazione e quindi viene utilizzato a volte come oggetto contundente contro Conte o contro altri”, fa presente. Ma “il presidente Mario Draghi non merita di finire nel dibattito solo quando c’è da accoppare qualche politico”, aggiunge il titolare della Farnesina. Insomma, o Conte o niente. “In questo momento prendere un nome terzo significa creare governi tecnici, governissimi, di unità nazionale. Lo dico chiaramente. Se, ad esempio, Giorgia Meloni e Laura Boldrini si mettono d’accordo forse potranno fare il governissimo, ma non con noi“.

Crimi: “Se Renzi ritira ministri no a nuovo governo con Iv”

Intanto anche il capo politico del M5S Vito Crimi interviene per minacciare il leader di Iv. “Se Renzi si rende colpevole del ritiro dei suoi ministri, con lui e Italia Viva non potrà esserci un altro governo. Esiste un limite a tutto. Se ora, nelle condizioni in cui siamo, qualcuno si chiama fuori e saluta la compagnia, per noi è fuori e resta fuori definitivamente”. A sentire Crimi dunque, se mai ci sarà un Conte ter, sarà senza i renziani. “Non si può abbattere la casa e poi fare un sorriso e dire che va tutto bene”, conclude il pentastellato.

I 5 Stelle in realtà governerebbero con chiunque pur di non perdere la poltrona

La posizione dei 5 Stelle insomma è almeno in apparenza quella di chi non vuole accettare compromessi, in caso di crisi. Come se i grillini non fossero disposti (come hanno già fatto fino ad ora) a governare con chiunque pur di restare incollati alle poltrone.

Adolfo Spezzaferro

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2 Commenti

  1. Partiti ciucci, dimostratisi ignoranti, finiti smemorati. Il senatore (sic) Toninelli è proprio un avanguardista…

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