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Roma, 7 giu – “La ricetta per far decollare le imprese che creano lavoro, sviluppo, nuove tecnologie nella loro crescita è lasciarle in pace“. Parola di Luigi Di Maio, intervenuto all’assemblea di Confcommercio per presentare il manifesto del governo Conte per gli imprenditori.
La mia grande preghiera al Parlamento, che si avvia a partire con i suoi lavori presumibilmente entro la prossima settimana, è non bombardate i cittadini di leggi, semmai alleggeriteli. Ce ne sono fin troppe“, ha detto il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico in sintonia con le posizioni della Lega alleata di governo, che da sempre porta avanti la battaglia per la semplificazione.
“C’è una questione importante che riguarda l’innovazione – spiega Di Maio – il programma Industria 4.0 va sempre di più semplificato nel suo accesso”. “Dobbiamo prenderci qualche rischio per fare ripartire il Paese”, a partire “dall’eccessiva burocratizzazione. Bisogna agevolare e semplificare” le modalità “per accedere anche ad altri programmi, al fondo garanzia, a tutto il sistema degli incentivi, per esempio gli sgravi sull’energia per le imprese. Tante persone hanno i requisiti poi mollano perché c’è troppa certificazione da compilare”.
Stesso discorso per il codice degli appalti. “Dovremo lavorare tantissimo sulle infrastrutture e chi sta raccontando l’idea che questo sia il governo del no alle infrastrutture sbaglia – chiarisce il leader dei 5 Stelle – vengo da un’area di questo Paese dove abbiamo bisogno di infrastrutture, di investimenti e conosco bene anche il valore dell’effetto moltiplicatore degli investimenti nelle infrastrutture. L’unica cosa però è che quando si fanno investimenti e si stanziano i soldi si deve creare lavoro. E per farlo non abbiamo bisogno di nuove leggi, se mai abbiamo bisogno di togliere qualcosa dal codice degli appalti che è diventato così complicato che terrorizza“.
Quindi le parole d’ordine sono: semplificazione, lotta dura alla burocrazia ma anche recuperare la fiducia degli imprenditori. “Aboliremo tutti gli strumenti come lo spesometro e il redditometro – annuncia il vicepremier – e inseriremo l’inversione dell’onere della prova. Perché siete tutti onesti ed è onere dello Stato provare il contrario“. Passaggio quest’ultimo accolto da un fragoroso applauso della platea. Strumenti come lo spesometro hanno “reso schiavi quelli che producono valore. Noi – spiega Di Maio – incroceremo tutti i dati della Pa” per dimostrare l’evasione.
“Avete la mia parola qui a Confcommercio che l’Iva non aumenterà e le clausole di salvaguardia saranno disinnescate“, annuncia poi il leader pentastellato, ribadendo che il governo saprà tenere testa a Bruxelles: “Ci teniamo alla tenuta dei conti”, ma “se vogliamo bene all’Italia, e noi le vogliamo bene, se vogliamo portare avanti progetti economici dobbiamo contrattare con Europa le condizioni che l’Italia non può più sostenere, dicendo anche dei no. Non bisogna andare in Europa con la clava a minacciare, ma spiegando che l’Italia pretende di essere rispettata e trattata come gli altri”.
Di Maio infine ha illustrato i progetti del governo giallo-verde per i lavoratori: “Per tutta la generazione fuori dalla contrattazione nazionale va garantito almeno un salario minimo, almeno fino a che non si arriva alla contrattazione. Il lavoro nobilita l’uomo fino a che ti dà la soddisfazione di arrivare a fine mese – sottolinea – e invece siamo in un momento in cui si cerca di lavorare pur guadagnando zero”.