Home » Di Stefano: “Salvini e Meloni siano coerenti, rompano con Berlusconi anche a Milano”

Di Stefano: “Salvini e Meloni siano coerenti, rompano con Berlusconi anche a Milano”

by La Redazione
3 comments

Simone Di Stefano CasaPoundRoma, 29 apr – La scelta di Silvio Berlusconi di appoggiare la candidatura a sindaco di Roma di Alfio Marchini ha mandato su tutte le furie gli “alleati” Salvini e Meloni che gridano a “un nuovo pattone del Nazareno”. L’ultimo atto del grottesco teatrino romano che ha animato il centrodestra negli ultimi mesi, vede anche l’appoggio al “palazzinaro amico di D’Alema” di Francesco Storace, che a breve ritirerà la propria candidatura. Non sembra invece per nulla intenzionato a ritirarsi Simone Di Stefano, candidato al Campidoglio per CasaPound Italia, che in un’intervista al Primato Nazionale sottolinea l’incoerenza degli strepiti di Salvini e Meloni per la scelta romana di Berlusconi quando “a Milano stanno tuti insieme con Alfano, Lupi, l’Udc e l’allegra compagnia”.

Di Stefano, sorpreso dalla scelta di Berlusconi di appoggiare Marchini?

Assolutamente no. Lo abbiamo detto da mesi, sapevamo benissimo che si andava in quella direzione. Berlusconi è ormai asservito a quella logica che si dice del “patto del nazareno”, ma che in realtà è lo schieramento dei poteri forti, delle testate giornalistiche, delle lobby. L’indirizzo è chiaro: Alfio Marchini come futuro della politica italiana non solo romana, oggi inizia un percorso che vedrà Alfio Marchini contendersi il posto da premier da qui a breve.

Dunque Roma è un laboratorio nazionale del nuovo grande “centro”? Eppure a Milano Salvini e la Meloni appoggiano lo stesso candidato di Berlusconi e Alfano.

Roma non è un laboratorio ma un palcoscenico, essendo la capitale. Su questo palcoscenico si consumano i teatrini della politica. Uno di questi vuole Alfio Marchini come futuro della politica italiana, l’altro vuole Giorgia Mloni e Matteo Salvini contendenti di Silvio Berlusconi. Nella realtà dei fatti a Milano si sta tutti insieme con Alfano, l’Udc, Lupi e tutta l’allegra compagnia. Non si capisce come si possa amministrare una città ma anche una Regione avendo delle divergenze politiche nazionali così grandi. La realtà è che queste divergenze politiche non ci sono, visto che Berlusconi ha dichiarato come Marchini sia in linea con i valori del Partito Popolare Europeo. E’ Salvini, alleato della Le Pen, che dovrebbe chiudere tutti rapporti.

Non ti sorprende neanche la probabile convergenza di Storace sulla candidatura di Marchini?

Non mi stupisce, Storace è sempre stato orientato a fare l'”ala destra” di una grande coalizione, all’interno del centrodestra. Ora lui si candida a sostituire la Meloni in una ipotetica coalizione. E’ un’operazione che a mio avviso lascia il tempo che trova.

Perché un elettore romano dovrebbe votare CasaPound? Quali sono le priorità per la capitale?

Destinare tutti i fondi per immigrazione e rom e tutte le altre emergenze che riguardano gli stranieri ai romani, perché per noi i romani e gli italiani vengono prima degli altri, devono stare in cima alle graduatorie per i servizi e dobbiamo chiudere tutti i centri di accoglienza, che sono truffe conclamate a danno dei cittadini. La differenza con gli altri candidati è che tutti dicono più o meno queste cose, anche Marchini, però noi abbiamo il coraggio di farle.  Salvini e la Meloni spesso a parole sembrano determinati, ma non chiuderanno mai davvero i campi rom e non metteranno gli italiani in cima alle graduatorie, perché non saranno disposti ad affrontare la bufera mediatica e farsi additare da tutti i custodi del pensiero unico come “deportatori dei nomadi” o razzisti. Il voto va dato a chi è determinato a fare queste cose, a chi è determinato nel difendere gli italiani anche fisicamente. 

Qual è il messaggio delle elezioni austriache che hanno sancito l’affermazione dell’Fpo e cosa pensi delle misure che l’Autria sta adottando alla frontiera del Brennero?

Quella è la strada da intraprendere, un partito considerato “estremo” che riesce a prendere quei consensi e si va a giocare il ballottaggio per la presidenza dell’Austria e i pariti tradizionali che non arrivano neanche al ballottaggio. Questo è il futuro della politica e noi in quella direzione già ci siamo. Aspettiamo che qualcuno arrivi su queste posizioni. Se Salvini “rinsavisce” e trova il coraggio di rompere con gli ambienti leghisti che vogliono tarpargli le ali per il salto “nazionale” noi siamo già qui. Anche la Meloni continua a dire centro, centrodestra. Il centrodestra è morto, noi possiamo dialogare con chiunque accetti questa realtà, quindi chi vuole intraprendere altre direzioni ci trova già lì. Ma non oggi, perché se state divisi a Roma ma insieme a Milano mi fate capire che non c’è la volontà di cambiare veramente le cose.

a cura di Davide Romano

You may also like

3 comments

Anonimo 29 Aprile 2016 - 4:16

E’ questione di tempo: la povertà costringe oggi gli italiani a ragionare con meno superficialità sulle elezioni.
Sappiamo che dal nostro voto dipendono le sorti del lavoro che molti hanno perso, delle case popolari che non si riescono ad ottenere perchè siamo sorpassati dagli immigrati, dalla sanità che viene tagliata per far quadrare i bilanci disastrati da politiche criminali.
La coerenza di chi, come CasaPound, è rimasto fedele a sè stesso pagherà.

Reply
Emanuele Castrucci 29 Aprile 2016 - 6:48

Di Stefano, nella sostanza hai ragione. Ma la politica richiede i suoi tempi. Maroni Toti e Zaia sanno già ora di avere le ore contate, è inutile ricordarglielo… lo sanno bene. L’elettorato moderato non esiste più, questo l’unico aspetto positivo. La moderazione porta a Renzi e al partito della nazione. Belpietro è avvisato pure lui. L’elettorato che invece è stato “moderati” finora nei toni (ma non nella sostanza: pensionati, lavoratori autonomi ecc.) si radicalizzerà sempre più d’ora in poi. Quindi le regioni Veneto Lombardia e Liguria sono destinate a recuperare e a ricostituire la maggioranza del loro governo, che una volta mandato in pensione Berlusconi può momentaneamente sfaldarsi. Tempo al tempo. Dietro all’angolo però resta purtroppo, reale più che mai, la prospettiva che in Francia ha iniziato a descrivere Rioufol: La guerra civile prossima ventura, the clash of the inner western civilization, non solo between different civilizations. Prepariamoci

Reply
gianfranco 1 Maggio 2016 - 1:17

w casapound dopo anni di menzogne leghiste e presunte centrodemocristiane destre corrotte e tempo di dare una svolta in questo paese si a casapound

Reply

Commenta

Redazione

Chi Siamo

Il Primato Nazionale plurisettimanale online indipendente;

Newsletter

Iscriviti alla newsletter



© Copyright 2023 Il Primato Nazionale – Tutti i diritti riservati