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Roma, 6 set – Il caso della Diciotti con i 170 immigrati sbarcati a Catania lo scorso 25 agosto dopo un duro braccio di ferro con l’Ue è al centro di un nuovo scontro. Stavolta perché 50 degli immigrati maggiorenni sbarcati si sarebbero dileguati nel nulla lasciando i centri di accoglienza nei quali erano stati dati in affido e facendo perdere le proprie tracce. Lo ha riferito ieri il Viminale scatenando l’ira del ministro dell’Interno Matteo Salvini. Anche perché il dato finora diffuso è stato definito “in aggiornamento” e non si esclude, dunque, che possa aumentare con il passare delle ore dopo essere salito da 40 a 50 scomparsi nella giornata di ieri.
E’ scontro quindi tra Lega e Caritas, che continua a ripetere che non si è trattato di una fuga bensì di un allontanamento volontario, dando in qualche modo la colpa al governo: “Nessuno vuole rimanere in Italia, si sa“. Nella tarda serata di ieri è intervenuto anche il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli che in merito alla irreperibilità dei 50 immigrati ha commentato: “E’ un fatto gravissimo”. Il ministro delle Infrastrutture, intervenendo a In Onda su La7,ha aggiunto di aver pensato, subito dopo aver appreso la notizia, “all’Unione europea e a una maggiore responsabilità”. Quindi ha proseguito: “Se i Paesi europei avessero collaborato non sarebbe accaduto tutto questo. Il problema migratorio non può essere gestito solo dall’Italia“.
Dal canto suo, don Francesco Soddu, presidente di Caritas Italiana (che insieme alla Cei fa bei soldi con l’accoglienza. Soldi pubblici, quindi nostri, sia chiaro) ha sottolineato come per molti di questi immigrati, al di là degli allarmi lanciati dalla politica, l’Italia non rappresenta una meta o un punto d’arrivo, bensì un passaggio verso altri Paesi (e i cittadini a questo punto si augurano che sia così, che i “dileguati” vadano a far danno altrove).
Salvini infine ha ribadito la linea dura dei porti chiusi: “Più di 50 degli immigrati sbarcati dalla Diciotti erano così ‘bisognosi’ di avere protezione, vitto e alloggio, che hanno deciso di allontanarsi e sparire! Ma come, non li avevo sequestrati? E’ l’ennesima conferma che non tutti quelli che arrivano in Italia sono ‘scheletrini che scappano dalla guerra e dalla fame’. Lavorerò ancora di più per cambiare leggi sbagliate e azzerare gli arrivi“.
Adolfo Spezzaferro

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