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Catania, 21 ago – La nave Diciotti della Guardia costiera con a bordo 177 immigrati rimasti in rada a Lampedusa per cinque giorni ha fatto ingresso nel porto di Catania ieri sera, verso le 23.30. Il ministero dell’Interno non ha autorizzato lo sbarco, quindi i clandestini per adesso restano a bordo.
Prosegue il braccio di ferro dell’Italia con l’Ue. Ieri il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli ha garantito via Twitter che l’imbarcazione sarebbe attraccata a Catania, invitando però l’Europa a fare in fretta “la propria parte”, il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha posto un veto, annunciando che non darà alcuna autorizzazione allo sbarco finché non avrà certezza che i 177 immigrati a bordo verranno smistati e accolti dai vari Paesi membri. “L’Italia ha accolto in questi anni 700.000 immigrati sbarcati dal Mediterraneo – ha affermato il vicepremier – Basta, il limite del possibile è stato superato”. “O l’Europa comincia a fare sul serio difendendo i suoi confini esterni ed accogliendo gli immigrati giunti in Italia – ha aggiunto Salvini – oppure cominceremo finalmente a riportare nei porti di partenza tutti i nuovi arrivati“.
Intanto sul caso della Diciotti la Procura di Agrigento, guidata dal procuratore Luigi Patronaggio, ha avviato un’indagine affidata alla Capitaneria di porto di Porto Empedocle e alla Squadra mobile di Agrigento. Oltre a individuare scafisti e soggetti dediti al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, l’indagine punta anche a conoscere le condizioni dei 177 superstiti.

3 Commenti

  1. Credo che sarebbe opportuno utilizzare le parole giuste per definire le persone che “si spostano” dal loro Paese di origine: immigrati, profughi per varie ragioni, clandestini. La parola clandestino con il rimbabimento cattolico-pd ha perso il significato e le conseguenze legate ad uno status che significa anche illegale: piu’ di mezzo milione di esseri umani sono “arrivati” qui per alimentare la filiera delle onlus con la criminale complicità dei precedenti governi e grazie all’aiuto dell’ue.
    Va detto che l’inevitabile situazione di degrado e saturazione creata in precedenza, non deve essere una ragione per assimilare nelle colpe i -pochi, ma ci sono- che sono stranieri in Italia e che hanno rispetto per il nostro Paese, non mettono i piedi sul tavolo e cercano faticosamente si alimentare una speranza per se’ e le loro famiglie.

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