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Roma, 24 ago – Occhi puntati sul vertice informale Ue sull’emergenza immigrazione, imposto dall’Italia con il braccio di ferro sulla nave Diciotti, ferma nel porto di Catania da cinque giorni con 150 immigrati a bordo. La riunione di oggi tecnicamente non può superare l’impasse ma di certo darà il polso di come gli altri Stati membri vogliano porsi nei confronti del nostro Paese circa la gestione degli sbarchi e della distribuzione degli immigrati.
“Lo scopo” dell’incontro di oggi, spiega un portavoce della Commissione Ue, “è discutere un approccio europeo e la strada avanti sulla base dell’esperienza di cooperazione degli Stati sugli sbarchi e la condivisione della responsabilità nelle ultime due settimane”.
L’Italia, dal canto suo, non molla un millimetro, con il governo Lega-M5S compatto nella sua linea dura con Bruxelles.
Il caso Diciotti la dice lunga. Per sbloccare la situazione che si è creata sulla nave della Guardia costiera “ci saremmo aspettati un’effettiva e più rapida collaborazione degli altri Stati Ue“, ammetta il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi. “Non dimentichiamo che per anni l’Italia ha salvato migliaia di vite umane – ha detto Moavero in un’intervista a IlSussidiario.net -; anche negli ultimi mesi abbiamo costantemente garantito assistenza a chi si trovava in mare e necessitava aiuto. Gli altri Stati europei lo hanno ampiamente riconosciuto, in più occasioni”. Noi, ha aggiunto il ministro “chiediamo che alle belle parole seguano fatti e atti concreti, di reale solidarietà. La nave Diciotti ha agito salvando quasi duecento persone e mostrando la prontezza umanitaria del nostro Paese. Ci saremmo aspettati un’effettiva e più rapida collaborazione degli altri Stati Ue per arrivare, il prima possibile, alla soluzione migliore”.
Credo che sia giusto che l’Unione e i suoi Stati membri, nell’ottica di uno sforzo congiunto, li prendano in carico per verificare, speditamente, chi ha diritto all’asilo e chi può ricevere un’offerta di lavoro – ha detto Moavero -. Idealmente e ove possibile, queste verifiche vanno fatte già nei Paesi più prossimi a quelli d’origine o già in quest’ultimi”. Poi “per chi ha diritto all’asilo o un posto di lavoro che lo aspetta – ha aggiunto – il viaggio verso l’Europa va organizzato in condizioni sicure e degne”. Per questo, secondo il ministro degli Esteri “è fondamentale un efficace contrasto dei trafficanti e sfruttatori di esseri umani, vere e proprie organizzazioni criminali con tristi connessioni dai Paesi d’origine dei migranti, attraverso quelli di transito, fino ai nostri“.
Da Berlino intanto fanno sapere che “una decisione sull’accoglienza non è stata ancora presa”. Lo afferma un portavoce del ministro dell’Interno tedesco, rispondendo alla domanda se Berlino sia disposta ad accettare parte dei migranti della Diciotti. “Fondamentalmente la Germania sta alla sua responsabilità umanitaria nell’ambito della solidarietà europea. Ci aspettiamo però che anche altri Stati membri partecipino all’azione di accoglienza. La solidarietà non può essere una strada a una corsia“, ha aggiunto.
Il clima è teso, anche alla luce dell’attacco del vicepremier Luigi Di Maio, che ieri ha dichiarato: “In questi mesi abbiamo avuto modo di vedere come funziona la linea morbida nei confronti dell’Unione europea e come funziona la linea dura: voglio fare un’altra proposta. Se dalla riunione non esce nulla sulla Diciotti e sulla redistribuzione dei migranti io e il M5S non saremo più disposti a dare 20 miliardi di euro alla Ue ogni anno“. Il leader dei 5 Stelle ha detto di condividere “quello che ha detto il presidente Conte: l’Ue deve battere un colpo. Poi siamo attentissimi alle condizioni di salute e di rispetto dei diritti umani” aggiunge il vicepremier di M5S assicurando che “il governo è compatto”.
“L’Europa deve sapere che il governo italiano è irritato. Basta con parole tante e risultati pochi. L’Ue si era impegnata a prendere 35mila immigrati: si sono fermati a 12mila. Se la serietà è questa, non ci si può stupire che noi abbiamo deciso un punto fermo. Con le Ong ci siamo riusciti, ora dobbiamo costringere l’Ue a farsi carico di ciò che le spetta“. Così il vicepremier e ministro dell’Interno, Matteo Salvini, al Corriere della Sera in merito al caso della Diciotti. Come si risolve? “Con un bell’aereo che arriva da una delle capitali europee all’aeroporto di Catania. Gli europei dimostreranno il loro cuore grande caricando tutti gli aspiranti profughi. Noi la nostra parte l’abbiamo fatta con i giovani”. “Alla faccia del Pd – afferma Salvini – non siamo certo soli. La maggior parte dei Paesi pretende lo stop all’immigrazione. A metà settembre ci sarà la riunione dei ministri dell’Interno europei, e lì lo si vedrà. Io, nei prossimi giorni, incontrerò Viktor Orbán a Milano“, con il quale “ci sarà parecchio di cui parlare. Si dice che in base ai trattati, alle convenzioni, a Ginevra, noi non possiamo riportare gli immigrati indietro. Bene. Ma trattati e convenzioni si possono modificare“.
Sulla polemica con il presidente della Camera Roberto Fico, Salvini chiarisce: “Mi attengo al contratto di governo, che parla di lotta all’immigrazione clandestina. Questo da ministro io faccio. E a giudicare dalle reazioni in strada e sulla Rete, l’ha capito la grande maggioranza degli elettori anche a 5 Stelle. Tanto che Di Maio, che ringrazio, ha confermato la nostra posizione”. Per quanto riguarda infine le inchieste aperte dalle procure siciliane sugli immigrati in attesa sulla nave Diciotti, secondo il ministro dell’Interno “ci sono milioni di processi in arretrato e mi stupisce che ci sia qualche magistrato che ritiene di aprire un fascicolo per sequestro di persona”. E aggiunge: “Se mi convocano, sono a disposizione. Se l’autorità giudiziaria riterrà di indagarmi, processarmi o arrestarmi, troverà in me un italiano pronto a difendersi”. Anche dal Quirinale, lascia intendere. Il Colle per adesso tace.
Adolfo Spezzaferro

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