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Roma, 25 ago – Dopo il rifiuto da parte dell’Unione europea di accogliere le richieste dell’Italia sulla distribuzione nei Paesi membri dei 150 immigrati a bordo della Diciotti, ancorata nel porto di Catania da diversi giorni, ieri sera dal comando dell’imbarcazione della Guardia costiera è stata inviata al Viminale un’altra richiesta di autorizzazione allo sbarco. Nel documento si segnala che alcuni degli immigrati hanno comunicato l’intenzione di attuare lo sciopero della fame, che militari della nave hanno intercettato la richiesta di esporre un cartello dal pattugliatore con la scritta in inglese “Please, help us” (Per favore, aiutateci).
Oggi però potrebbe esserci lo sblocco dell’impasse. Il ministro dell’Interno Matteo Salvini, che continua a vietare lo sbarco, potrebbe infatti mettere in atto la soluzione che ha proposto ieri annunciandola a Zapping, la trasmissione radio Rai: “Sto valutando la possibilità di fare procedure di identificazione e riconoscimento per individuare profughi veri, che sono la minoranza, dai finti profughi prima ancora che le persone sbarchino“.
Sul fronte dello scontro con i magistrati, non è in programma nessun interrogatorio di Salvini, almeno per il momento. Lo hanno fatto sapere sia fonti della procura di Agrigento, che ha aperto un fascicolo contro ignoti per sequestro di persona e arresto illegale, sia fonti del Viminale. Smentita la bufala del quotidiano britannico Guardian, che ieri aveva rilanciato la notizia secondo cui i pm siciliani stavano andando a Roma per ascoltare il ministro dell’Interno.
Quello che è vero, però, è che oggi il procuratore Luigi Patronaggio sarà nella capitale per sentire come persone informate sui fatti alcuni funzionari del ministero tra cui il prefetto capo Dipartimento per le Libertà Civili e il suo vice. Tra l’altro la procura potrebbe anche modificare i capi di imputazione, contestando anche l’abuso d’ufficio o il sequestro di persona a scopo di coazione che è stato introdotto a marzo nel codice penale. Se è stato commesso un reato bisogna individuare i responsabili a chi ha impedito lo sbarco, ecco perché vogliono ascoltare i funzionari del Viminale. Altra questione da chiarire riguarda poi la competenza, perché se sarà accertato che il divieto di sbarco fu stabilito quando la Diciotti si trovava ancora a Lampedusa sarebbe effettivamente competente la procura di Agrigento, mentre se fosse stato deciso quando la nave era già a Catania, l’inchiesta spetterebbe alla procura catanese.
Dal canto suo, Salvini tira dritto, ripetendo che non teme nessuno. Mercoledì sera sui social aveva fatto presente di non essere un ignoto e si era rivolto direttamente ai giudici: “Indagate me“, hashtag #arrestatemi. E ieri ha ribadito la sua posizione: “Il procuratore Patronaggio interrogasse me, venisse dal capo – ha detto a RaiRadio1 -, non andasse a chiedere lumi a dei funzionari che svolgono delle direttive date dal responsabile. Se vuole capire qualcosa sono disponibile a farmi interrogare anche domani mattina (oggi, ndr)”.
Sul fronte europeo, infine, l’Italia resta sola. L’incontro di ieri dei consiglieri per gli Affari europei dei leader di 12 Paesi (Italia, Francia, Germania, Austria, Spagna, Portogallo, Lussemburgo, Olanda, Belgio, Malta, Grecia, e Irlanda) si è concluso con un nulla di fatto. Complice anche le minacce del nostro governo nei confronti di Bruxelles di non pagare più le quote Ue. “I ricatti del governo italiano hanno peggiorato il clima“, hanno commentato alcuni consiglieri. Sta di fatto che gli sherpa si sono rifiutati di sottoscrivere anche una semplice bozza di quella che era soltanto una dichiarazione d’intenti preparata dalla Commissione. Si trattava di un documento in cui si auspicava una gestione comune degli sbarchi e della ripartizione dei migranti. Ma niente. Così come alcuni rappresentanti degli altri Stati membri hanno fatto notare che il flusso di migranti pro-capite nel nostro Paese è al di sotto di quello di altri Paesi Ue. Pertanto non ci sarebbe necessità di condividere la responsabilità.
Adolfo Spezzaferro

4 Commenti

  1. Alcuni paesi europei rivelano una ipocrisia notevole: ad esempio, come si puo’ paragonare il numero di emigrati da paesi africani in Italia e Francia? Sono arrivate piu’ di mezzo milione di risorse-clandestini, “scambiate” in uno dei modi piu’ infami che la storia ricordi. La Francia continua a saccheggiare, fare pressioni politiche e se occorre militari su una parte consistente di Africa, depreda senza costruire nulla, impone il conio delle loro monete, il cambio delle valute, dirotta risorse (quelle vere), ricorda un po’ il Congo belga di inizio novecento, insomma si merita la sua parte di immigrati. La candidata del fn aveva espressamente dichiarato le sue posizioni: basta saccheggi ed ingerenze e basta disordini ed immigrazioni in Francia, ma hanno creato il pupazzo attuale. Ma l’Italia cosa ha in comune con la Francia relativamente all’Africa?

  2. Negli anni 90, in un forum di finanza on line che ora non esiste più, si litigava fra 2 gruppi di internauti pro e contro le prime grandi migrazioni e come avvenivano. Nei 2 gruppi opposti si giocava a chi la diceva più lunga per vincere, ad un certo punto uno disse: dovete mettervi il cuore in pace che queste migrazioni sono l’inizio di una moltitudine che si riverserà qui, per via dei cambiamenti climatici”. Era solo uno scazzo internettiano a chi la diceva + lunga! Invece divenne il MANTRA, il significato, lo scopo esistenziale di un gruppone di fumati e fumanti intellettuali. (In questo forum nacquero idee anche per pubblicità famose). Poi l’dea generò giri di soldi enormi, interessi politici ma anche macelleria ed esperimento sociale. In un intervista al Ministro Libico nel giugno scorso diceva che era imbarazzante e ridicolo il nostro senso umanitario che crea problemi a tutti, all’Europa (che non prenderà mai una decisione drastica per non fare la nazista, meglio il muro di gomma o la mancetta), problemi in Italia e problemi agli stati mediterranei africani, Noi creiamo problemi a tutti!
    Nel frattempo la sperimentale macelleria sociale si è trasformata in nuovo RISORGIMENTO. La storia si ripete sempre ed ora è chiaro in quale punto siamo ritornati cioè nel risorgimento del nord Italia, quando i lombardo/veneti volevano buttare fuori dallle ….. gli austriaci. Nessuno ce l’ha coi clandestini della Diciotti ma è arrivato il punto di cambiamento e questi 177 sono coloro che devono cambiare le cose in Italia. Tutto quello che vedrete sarà paragonabile al Risorgimento italiano. La Magistratura avrà la stessa linea di azione che aveva nel risorgimento, Il Presidente della Repubblica avrà la linea di un suo pari di questo periodo storico a meno che il Presidente dica : l’dea internettiana ci ha confuso tutti. Facciamo un punto e a capo considerando quello che questi risorgimentali vogliono cambiare in quanto ,ciò che l’idea esprimeva, non è vero! Tutti avremo i problemi di caldo ma tutti, ci adatteremo e vivremo in società adatte ai nuovi clima a casa propria.

  3. Intanto l’allegra nave pescante diciotti è agli ormeggi… Eviterà per un po’, di andarsene in giro a raccattare negrume a nostre spese…

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