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Diktat di Berlino a Bce, Delmastro (FdI): “Italia reagisca, altrimenti ci resta solo il Mes”

by Adolfo Spezzaferro
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Bce Delmastro

Roma, 5 mag – “La sentenza ad orologeria della Corte costituzionale tedesca manda sull’ottovolante le Borse e gli spread in un momento cruciale per il futuro dell’Europa”. E’ l’attacco di Andrea Delmastro, capogruppo di Fratelli d’Italia in commissione Esteri alla Camera, in merito alla decisione dei giudici di Karlsruhe di dare tre mesi di tempo alla Bce per chiarire se gli aiuti all’eurozona con il Quantitative easing siano stati proporzionati agli effetti ottenuti. “Le condizionalità poste per la futura partecipazione della Bundesbank agli acquisti dei titoli di Stato hanno il sapore di un ultimatum da Terza guerra mondiale. La Germania frantuma ogni sogno di gloria collegato ad una idea di Europa solidale degli eurobond. Senza Quantitative easing resta solo il Mes, quello duro con le condizionalità, che ha ridotto sul lastrico la Grecia”, è l’allarme lanciato da Delmastro.

“Conte chieda a Ue procedura infrazione contro la Germania”

“Non possiamo andare avanti così, la Germania non può più essere padrona dell’Europa! Il governo Conte – è la richiesta dell’esponente di FdI – reagisca duramente e chieda alla Commissione europea l’avvio di una procedura d’infrazione per l’eccessivo surplus della bilancia commerciale tedesca, strumento di politica economica con cui invade e soggioga i mercati dei Paesi produttivamente più deboli. Se la Germania vuole spadroneggiare non lo faccia più per il tramite di istituzioni europee come la Bce create a suo uso e consumo”.

Fidanza: “Rischio è attacco speculativo contro Italia, governo reagisca”

Sulla stessa linea il capodelegazione di FdI al Parlamento europeo, Carlo Fidanza: “Con una sentenza che ha dell’incredibile la Corte costituzionale tedesca delegittima la Corte di Giustizia Ue, impone alla Bce di chiarire il ruolo già chiarissimo del programma Quantitative easing e ordina alla Bundesbank, in caso di mancato chiarimento da parte della Bce entro tre mesi, di vendere sul mercato tutti i titoli acquistati in questi mesi per conto della Bce. E’ un attentato all’ordinamento giuridico Ue, a cui tutti gli altri si sono sottomessi ma per la Germania non vale”. Fidanza sottolinea che quello della Germania è “un attentato contro il principio stesso della solidarietà europea perché la conseguenza di uno scenario di questo genere sarebbe un attacco speculativo senza precedenti contro l’Italia che a quel punto si troverebbe con le spalle al muro: Mes e Troika o fuori dall’euro. E probabilmente lo stesso sarebbe per altri Stati europei”. Ecco perché – è l’appello d Fidanza – “il governo italiano deve reagire con forza, non possiamo più accettare i diktat di una Germania che la fa da padrone in Europa grazie alla generosità delle altre nazioni che le abbonarono i debiti di guerra e alla faziosità delle burocrazie di Bruxelles che da anni le permettono di violare le norme sul surplus commerciale”.

Gelmini: “Picconata all’Europa solidale”

“La decisione dell’Alta Corte tedesca contro l’acquisto di bond da parte della Bce, avvenuto a partire dal 2015, è una picconata all’Europa solidale. Così sarebbe l’inizio della fine del sogno europeo. L’Ue e la Banca centrale europea non devono cedere a inspiegabili miopie”, commenta su Twitter Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera.

Fassina: “Ulteriore spinta verso il Mes”

Anche a sinistra non mancano le critiche contro questa Ue ostaggio di Berlino. Stefano Fassina avverte che la sentenza della Corte costituzionale tedesca “aggrava le prospettive dell’eurozona e degli Stati a più elevato debito pubblico, come l’Italia“. Per il deputato di LeU, l’ultimatum di Berlino “è un colpo pesante per l’Italia e un’ulteriore spinta verso il Mes, ovviamente nella sua ordinaria versione condizionata”, conclude l’esponente di LeU.

Berlino ordina e Ue e Bce eseguono: la trappola del Mes e del commissariamento dell’economia italiana sta per scattare.

Adolfo Spezzaferro

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2 comments

Cesare 6 Maggio 2020 - 1:53

Bisogna uscire subito da un club in cui non dovevamo mai entrare! La Germania giustamente non ha reso le leggi tedesche subordinate a quelle europee come hanno subito fatto i politici esterofili italiani con danni incalcolabili al paese.Che poi abbia approfittato alla grande dei cambi fissi con cui ha depredato le altre economie che eccellevano solo quando potevano svalutare, non puo’ essere una colpa sua ma di chi glielo ha permesso senza reagire per anni

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jenablindata 6 Maggio 2020 - 1:25

visto che tanto ci considerano mezzi delinqueni o mezzi mafiosi,
facciamogli un’offerta che NON possono rifiutare:
o ci vengono incontro,
o cominciamo a stampare euro
senza il loro permesso fin che non si fondono le rotative,
e con quelli ci tiriamo fuori dalla crisi e paghiamo tutto il nostro debito
estero riportandolo in patria.

loro ci han fatto pagare il loro benessere fin da quando la ue è stata creata,
a scapito del nostro:
credo che sia più che giusto restituire il favore,no?
e nota bene,
SENZA USCIRE DALLA UE
SENZA RINUNCIARE ALL’EURO,e
SENZA PAGARE MULTE O PROCEDURE DI INFRAZIONE VARIE…
dopotutto loro fanno quel che gli pare,in questa società:
bene,anche noi.

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