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Roma, 11 gen – Nuova stretta anti-movida e divieto di spostamento tra regioni anche in zona gialla: sono le novità del prossimo Dpcm, in vigore dal 16 gennaio. Oggi il governo giallofucsia affronterà la regioni sul nuovo giro di vite per inasprire restrizioni e divieti nonostante i parametri indichino un’Italia sostanzialmente in zona gialla. Obiettivo dell’esecutivo è creare le condizioni per ripiombare il Paese in un semi-lockdown. In tal senso è scontata la proroga dello stato di emergenza (fino al 30 aprile, a quanto pare). Altra possibile stretta in arrivo, l’entrata automatica in fascia rossa in base all’incidenza, ossia se si superano i 250 casi settimanali ogni 100 mila abitanti.

La misura anti-movida: asporto dai bar vietato dalle 18

Sul fronte di quel che resta della movida, il governo intende ridurre a zero ogni possibile assembramento. Ecco quindi che intende vietare l’asporto dai bar già a partire dalle 18, così che nessuno sosti nei paraggi o comunque in giro con le bevande e le consumazioni. Un provvedimento che, insieme alla chiusura di bar e ristoranti dalle 18 e la conferma del coprifuoco (dalle 22 alle 5), colpisce ancora una volta il settore della ristorazione.

Divieto di spostamento tra regioni anche in zona gialla

Altra stretta in arrivo, il divieto di spostamento tra regioni anche se sono in zona gialla (per 45 giorni o forse addirittura 100). Divieto in vigore nei fine settimana se non addirittura sempre. Obiettivo: impedire agli italiani di andare in giro. In tal senso potrebbe essere confermata anche la restrizione natalizia di una sola visita a parenti e amici al giorno, con massimo due adulti e eventuali figli minori di 14 anni.

Impianti sciistici resteranno chiusi

Ancora, gli impianti di risalita delle piste da sci resteranno chiusi, almeno per tutto gennaio. Nella riunione di Conte con i capi delegazione in vista dell’incontro con le regioni la loro eventuale riapertura non è stata proprio contemplata. Restano da definire eventuali date e termini per la riapertura di palestre e piscine, che per adesso restano chiuse.

La chimera della zona bianca (Rt sotto 0,5)

A quanto pare sul tavolo c’è anche la possibilità di istituire una zona bianca, seppur molto difficile da raggiungere (servirebbe un Rt sotto 0,5), in cui poter riaprire tutto senza limitazioni: cinema, teatri, sale da concerto, palestre e piscine. E gli spostamenti saranno liberi. Ovviamente, allo stato attuale nessuna regione purtroppo ha numeri tali da poter andare in zona bianca. Altra possibilità al vaglio, quella di riaprire i musei (niente da fare per cinema e teatri), ma ovviamente soltanto nelle regioni gialle.

Oggi il vertice con le regioni

Sulle soglie dei parametri che decreteranno i colori delle zone e sulla durata del nuovo Dpcm, il governo deciderà dopo il vertice con le regioni e le comunicazioni al Parlamento del ministro della Salute Roberto Speranza, previste per il prossimo 13 gennaio. Il ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia ha convocato per stamattina una riunione con regioni, Anci e Upi. All’incontro parteciperà in video conferenza anche Speranza.

Speranza: “Restrizioni funzionano, saranno confermate”

Il titolare della Salute, ospite a Che tempo che fa su Rai3 ha anticipato parte delle prossime restrizioni. “Le misure restrittive funzionano e con molta probabilità resterà il divieto di spostamento tra regioni. Con l’ultima ordinanza abbiamo già stretto i parametri e domani (oggi, ndr) incontreremo le regioni e mercoledì sarò in Parlamento e tra giovedì e venerdì ci prepariamo a ulteriore Dpcm. Saranno confermate le norme vigenti con nuove restrizioni. C’è inoltre la variante inglese e quindi mantenere alta l’asticella di attenzione è fondamentale”, avverte.

Insomma, l’impressione è che se l’Italia torna gialla, il governo corre ai ripari e mette il divieto di spostamento tra regioni. Se la gente consuma al bar, mette il divieto di asporto. Se qualcuno sperava di andare a sciare, proroga la chiusura. Non se ne esce.

Adolfo Spezzaferro

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8 Commenti

  1. Attenzione perché pare che abbiano già deciso di rendere la vaccinazione obbligatoria per tutti!

    Lo si deduce dal fatto che il Governo abbia stanziato settanta milioni all’anno, sino al 2023, contro i soliti, circa, nove milioni, per eventuali risarcimenti alle persone che subiranno danni – molto probabili – a causa della vaccinazione stessa (resa obbligatoria, appunto).

    Il video del dottore Giancarlo Marcotti lo conferma:

    https://www.youtube.com/watch?v=qRZXRfUCxEE (importante, da seguire tutto; il punto circa i fondi stanziati dal Governo inizia dal minuto 13:44)

  2. In riferimento al mio precedente commento in alto, devo assolutamente rettificare: ho trovato un po’ di tempo per leggere con attenzione il dossier della legge di bilancio 2021 e devo dire che lo stanziamento dei fondi per il rimborso ai danneggiati da vaccinazioni obbligatorie (art. 78), in effetti, è presente ma riguarda arretrati – cito testuale – ” […] per i ratei futuri derivanti dalla rivalutazione dell’indennità integrativa speciale e per gli arretrati da corrispondere ai soli danneggiati da talidomide nati nel 1958 e nel 1996 […] “. In pratica, c’è stato un contenzioso tra i danneggiati da vaccinazioni obbligatorie di anni addietro e lo Stato che ha dovuto applicare una rivalutazione dell’indennità integrativa speciale; questa verrà retribuita sino al 2023.

    Quindi, mi scuso con tutti per l’inutile allarmismo e mi scuso anche nei confronti del Governo… Tirata d’orecchi anche per il dottore Marcotti, però, eh!

    Riferimento:

    https://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/01182902.pdf

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