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Roma, 3 giu – La serrata generale dà un colpo durissimo al mercato del lavoro. Rispetto al mese di marzo, ad aprile si registra una forte diminuzione dell’occupazione e si acuisce il calo delle persone non occupate in cerca di lavoro già registrato a marzo, con una ulteriore forte crescita dell’inattività. E’ l’allarme lanciato dall’Istat diffondendo i dati su occupati e disoccupati ad aprile. Ad aprile, “l’effetto dell’emergenza Covid-19 sul mercato del lavoro appare decisamente più marcato rispetto a marzo: l’occupazione ha registrato una diminuzione di quasi 300mila unità, che ha portato nei due mesi a un calo complessivo di 400mila occupati e di un punto percentuale nel tasso di occupazione”, commenta l’Istituto statistico.

A causa del lockdown è boom di inattivi

Più in generale, a causa del lockdown sanitario anti contagio, sempre ad aprile è boom degli inattivi (ossia che sono fuori dal mercato del lavoro): +5,4%, pari a +746mila unità, riporta l’Istituto di statistica. “Il tasso di inattività si attesta al 38,1% (+2,0 punti)”, si legge nel rapporto. Su base annua, gli inattivi tra i 15 e i 64 anni aumentano dell’11,1% a 1 milione e 462mila unità. Per la stessa ragione – la serrata generale – diminuiscono nel trimestre anche le persone in cerca di occupazione (-20,4% pari a -497mila). Ma le persone in cerca di lavoro calano notevolmente nell’arco dei dodici mesi (-41,9%, pari a 1 milione 112mila unità), riferisce l’Istat.

Unc: “Numeri falsati da blocco licenziamenti”

Ma la crisi del mercato del lavoro non finisce qui. Infatti i numeri Istat sono falsati dal blocco dei licenziamenti disposto dal decreto noto come Cura Italia. Pertanto, “l’occupazione dei dipendenti a tempo indeterminato è formalmente preservata ed il crollo è legato al calo di quelli a termine“. A farlo presente è Massimiliano Dona, presidente dell’Unione nazionale consumatori. “Ma si tratta di un dato fittizio – avverte Dona -, artificioso ed irreale. Il punto è cosa succederà una volta che il mercato del lavoro sarà sbloccato da questo vincolo legislativo e tutti gli occupati riprenderanno ad essere collegati alla domanda effettiva di lavoro, agli ordini delle industrie e alle vendite degli esercizi. O il governo, prima di allora, sarà in grado di far ripartire a pieno regime l’economia, con aiuti a fondo perduto, o sarà una strage di lavoratori“.

Insomma, i numeri sono peggiori di quello che sembrano, visto che riguardano i contratti a termine. E questo significa che il peggio deve ancora arrivare.

Adolfo Spezzaferro

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