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Roma, 28 sett – La notizia che la Corte costituzionale ha stabilito che in determinati casi il suicidio assistito non può essere legalmente punibile tiene banco in questi giorni. Il premier Giuseppe Conte si dichiara favorevole affinché la cosa venga regolamentata dalla legge, ma tentenna: “Dubito ci sia un diritto alla morte“.



“Non è appropriata iniziativa governativa”

Giuseppe Conte, ospite a Ceglie Messapica dell’evento culturale organizzato da Affari Italiani, sottolinea come l’obiezione di coscienza è sia un diritto inalienabile. “Bisogna fare una legge sul fine vita: ci sprona a farlo la stessa Corte costituzionale” dichiara il premier. “Leggeremo la sentenza per intero quando tra un mesetto sarà depositata ma l’intervento della Corte non può sostituire un intervento legislativo. L’avevo detto anche quando ho chiesto la fiducia in sede di replica in Parlamento. Ho sollecitato le forze politiche ad assumere l’iniziativa anche perché su questi argomenti: non mi sembra appropriata un’iniziativa governativa. Anche perché sono materie laceranti sul piano morale, con tante implicazioni anche filosofiche: farne una questione di governo no”.

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“Diritto alle cure, non alla morte”

Conte, in controtendenza rispetto ai 120mila italiani che hanno sottoscritto la richiesta di legge sull’eutanasia,  ha dei dubbi sulla effettiva valenza di un “un diritto a morire”: “E’ giusto che ci sia un confronto sereno, serio, in Parlamento. Non voglio far pesare la mia opinione personale: da giurista e da cattolico mentre non ho dubbi che esista un diritto alla vita, perno di tutti i diritti della persona, dico che è da dubitare ci sia un diritto alla morte. Esiste un diritto all’autodeterminazione per cui scelgo le mie cure ma scegliere di essere avviato alla morte e chiedere l’ausilio di personale qualificato può essere un po’ dubbio”.

Processo Cappato, ora si apre a assoluzione

La prima conseguenza diretta della sentenza della Corte costituzionale è l’apertura verso una assoluzione nel processo da cui tutto è scaturito: quello a carico del radicale Marco Cappato per avere accompagnato a morire nel febbraio 2017 il disc jockey Fabiano Antoniani, detto Dj Fabo, reso cieco e paralitico da un incidente stradale. Per il tesoriere dell’associazione radicale Luca Coscioni, con questa sentenza, “ora siamo tutti più liberi“. “La Consulta ha deciso: chi è nella condizioni di Fabo ha diritto a essere aiutato. E’ una vittoria della disobbedienza civile, mentre i partiti giravano la testa dall’altra parte”, commenta a caldo Cappato, che fino a prima della sentenza della Consulta rischiava fino a 12 anni di carcere.

Ilaria Paoletti

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5 Commenti

  1. Un morto non può più essere vittima di tasse, gabelle, accise & balzelli. Non può più contribuire a mantenere negri e/o farabutti & cialtroni “vitaliziati” . Forse proprio per questo il proteiforme, sedicente, “avvocato degli Italiani” , nutre dubbi, coperti dalla solita, sottile – sottile, “vernice etica” , che il “potere” sempre si da, su certi “diritti” . “Il corpo è mio e me lo gestisco io!” , urlavano le femministe. Guai a chi tocca il diritto all’ aborto! Quindi se: ” il corpo è mio” e ho diritto ad interrompere la gravidanza, dunque, troncare sul nascere una vita, perché non devo avere il diritto di “andarmene alla chetichella” , “filarmela all’ inglese” , con il dovuto aiuto e con dignità?…..

  2. Dopo tante sciocchezze, per la prima volta sento dire una cosa saggia da parte di un esponente del governo giallo-rosso.

  3. Stanno preparando il terreno per disfarsi degli anziani che saranno a breve conseguenza del baby-boom degli anni ’60. Finché si trattava di baldi giovinotti, “che figata, guardate quanta manna che ci entra!”. Poi però i giovinotti hanno il brutto vizio di tramutarsi in “vecchie cariatidi bavose” che rendono solo se ci sono tanti baldi giovinotti da baby-boom a pagare le spese (infatti abbiamo avuto decenni e decenni di retorica circa la “inviolabilità della preziosissima vita umana”, usata senza darsi troppo pensiero per le sofferenze che venivano inferte a piene mani pur di garantire un flusso d’affari). Quando i baldi giovinotti superano la data di scadenza, che razza di affare sarebbero, ‘sti vecchiacci bavosi, se nessuno paga? E allora, via le pensioni, via la sanità e vai con l’eutanasia. C’è un mostruoso nitore nel processo in atto. Neppure il Male Assoluto nazista arrivò a concepire qualcosa di così apocalittico.

    Fabo è stato ed è un pretesto, un cavallo di Troia (poveraccio). L’obiettivo vero è assai più grande. Vedrete. Anzi, vedremo.

  4. Piacione infame. Fai pure il finto ritroso per un pó, e poco dopo esegui quanto dettato dai tuoi padroni sionisti. Schifo totale.

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