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Roma, 28 gen – La citofonata di Salvini continua a fare notizia, anche dopo il voto in Emilia Romagna. Facebook infatti ha rimosso il video postato il 21 gennaio dal leader della Lega dove lo si vedeva citofonare, su segnalazione di alcune famiglie della zona, a una famiglia di origine tunisina nel quartiere Pilastro di Bologna. Salvini, nel pieno della campagna elettorale per le regionali, accompagnato dalle telecamere e alcuni residenti, aveva domandato se le persone che vivevano nell’appartamento spacciassero droga. Ebbene, per Facebook, il video “non rispetta gli standard della community in materia di incitamento all’odio” come riportato da diversi screenshot pubblicati da alcuni utenti che lo avevano segnalato alla piattaforma social. La rimozione è arrivata una settimana dopo la pubblicazione fatta dal team social di Salvini.

Elly Schlein all’attacco: “La citofonata potrebbe essere diffamazione”

Il video, peraltro, aveva causato un mezzo incidente diplomatico con Tunisi dato che che il vicepresidente del Parlamento, Osama Sghaier, in un’intervista a Radio Capital, lo aveva definito “un atteggiamento razzista e vergognoso che mina i rapporti tra Italia e Tunisia”. Ma anche in Italia c’è chi ritiene che Salvini non debba passarla liscia. “Per la citofonata nel quartiere Pilastro ci potrebbero essere riscontri legali. Potrebbe essere diffamazione“. A dirlo è Elly Schlein, a Circo Massimo su Radio Capital. La radical chic più votata dagli emiliano romagnoli (15.975 preferenze nella sola circoscrizione di Bologna) va all’attacco: “Non mi stupisce che Salvini dica ‘rifarei tutto’, manca di umiltà. E’ l’idea dell’uomo forte al comando ed è gravissimo quello che ha fatto in questa campagna elettorale”. “Gli emiliano romagnoli non fanno sconti a nessuno. Salvini dimostra totale disprezzo delle regole dello Stato di diritto ed è parecchio grave. Inoltre crea tensioni nei territori, come – ribadisce la Schlein – al Pilastro. Banalizza la complessità. E a Bibbiano lo hanno punito”. Punizione che a detta dell’ex europarlamentare evidentemente non è ancora sufficiente.

Adolfo Spezzaferro

1 commento

  1. […] Bologna, 28 gen – Come era prevedibile, Matteo Salvini finirà in tribunale per la sua citofonata elettorale a Bologna. “Stiamo agendo in tutte le sedi competenti perché riteniamo che il nostro assistito abbia subito una grave violazione della sua privacy, della reputazione, della dignità e della vita privata“. Così Cathy La Torre, l’avvocato che difenderà il ragazzo di 17 anni del Pilastro di Bologna, spiega così la decisione di passare alla vie legali dopo che, il 21 gennaio, il leader della Lega è andato a suonare al citofono di casa sua, chiedendo se lì abitava uno spacciatore, con tanto di video pubblicato su Facebook e poi rimosso per “incitamento all’odio”. […]

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