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Roma, 30 apr – Siamo al caos totale. Dopo che la governatrice della Calabria Jole Santelli (Forza Italia) con un’ordinanza ha deciso di riaprire bar e ristoranti (invece di aspettare fino al 1 giugno, come imposto dal Dpcm del premier Giuseppe Conte) non solo il governo centrale ha annunciato di voler impugnare la decisione, a confondere ulteriormente il quadro ci pensa il sindaco di Bari nonché presidente dell’Anci Antonio Decaro (Pd), che annuncia una guerra all’ultima ordinanza contro i governatori che vogliono partire con una vera fase 2 (che guarda caso sono del centrodestra, dal presidente della Lombardia Fontana a quello del Veneto Zaia). “Se volete una sfida da parte degli enti locali noi l’accettiamo. Possiamo iniziare emettendo ordinanze che disapplicano le ordinanze regionali. Abbiamo dimostrato senso di responsabilità ma non accetteremo che si scarichino sulle spalle dei sindaci e delle amministrazioni locali, tutte i problemi causati dal coronavirus”, dice Decaro, in merito alle ordinanze adottate dalle Regioni che modificano “dalla sera alla mattina” i Dpcm di Conte.



Il presidente dell’Anci si schiera con Conte

Il presidente dell’Anci, che dà voce a tutti i Comuni d’Italia, ricorda i poteri amministrativi dei sindaci e fa presente che in rispetto del governo centrale (guarda caso guidato tra gli altri dal Pd) ha sospeso tali poteri. “Noi onestamente siamo anche un po’ stanchi del federalismo regionale che si sta trasformando in protagonismo regionale: abbiamo un potere di ordinanza, ai sensi dell’articolo 50 del testo unico sugli enti locali, sulla salute; siamo i responsabili della Protezione civile dei nostri Comuni; eppure abbiamo dimostrato straordinario senso di responsabilità e di rispetto delle istituzioni proponendo al presidente Conte di sterilizzare, con una norma, questo potere, rispetto al coronavirus”, dice Decaro a Tgcom24. “L’abbiamo fatto – spiega l’esponente dem – per evitare che ogni sindaco, e noi siamo ottomila, si mettesse a firmare ordinanze su una pandemia mondiale che va affrontata con un’unica cabina di regia e con il supporto di un comitato tecnico scientifico, delle autorità sanitarie nazionali”. Parole che sono musica per le orecchie di Conte, che alla Camera oggi ha attaccato le Regioni “ribelli”.

L’Anci chiede la riapertura dei negozi

Ma tanto per aggiungere quel pizzico di confusione in più, Decaro avanza le richieste dell’Anci: riaprire subito i negozi. “La nostra priorità è riaccendere le vetrine spente e garantire ai cittadini le misure di sicurezza per poter tornare a frequentare le attività commerciali. Abbiamo chiesto tanti sacrifici ai negozianti, ora dobbiamo sostenere la ripresa. Dobbiamo, prima di tutto, garantire alle attività commerciali risorse a fondo perduto che aiutino i tantissimi negozi che animano le strade delle nostre città a riaprire”. Ma le richieste dell’Anci non finiscono qui. “Non basta il bonus partite Iva, bisogna aiutare i negozianti a pagare non solo le tasse, ma le bollette, l’affitto, i costi di sanificazione e le attrezzature di cui dovranno dotare i locali per rispettare le misure di distanziamento sociale”, fa presente il sindaco di Bari.

Adolfo Spezzaferro

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2 Commenti

  1. Che favolosa occasione questo virus, a bassissima mortalità in soggetti sani, per aumentare il potere di gente scelta a caso come Conte e sodali.Non si stanno facendo fuggire questa opportunità di limitare le nostre libertà, ovviamente dicendo che è per il nostro bene.Occorre che tornino subito le preferenze cosi’ quando un politico non soddisfa gli italiani viene mandato a casa
    Molti italiani stanno in piena sindrome di stoccolma,stato psicologico in cui la vittima di sequestro di persona, o comunque una persona detenuta contro la sua volontà, sviluppa un rapporto di complicità con il suo rapitore.E quanto ne approfittano certi personaggi è scandaloso

  2. Già le Regioni contano niente, figuriamoci i comuni… Ma si rendono conto in che mondo vivono?! Megalomani di periferia…
    (Condivido e sottoscrivo pienamente il soprariportato commento di Cesare).

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