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Roma, 25 lug – “Mi interessano meno di zero“. Così il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini ha commentato su Radio anch’io su Rai Radio1 le parole del premier Giuseppe Conte ieri in Senato in merito alla vicenda dei presunti fondi russi alla Lega. “Mi alzo ogni mattina per andare al Viminale per lavorare – ha aggiunto -. Io finché posso far le cose sto al governo, se dovessi accorgermi che sto al governo per non fare le cose…“.

C’è un’inchiesta e buona caccia al tesoro che non c’è“, ha detto in un altro passaggio parlando dell’affaire russo. Il vicepremier ha minimizzato parlando di un caso di “fantasy, di spionaggio in Russia“, “una storia dell’estate”. “Ci pagano per far lavorare le persone, per sistemare strade e autostrade”, ha sottolineato Salvini, aggiungendo che “ieri Conte al Senato ha detto quello che dico io da settimane. Non ho mai preso un rublo, vado all’estero per far politica non per far accordi commerciali. Incontrare ministri è il mio lavoro, per l’interesse nazionale italiano“.

L’informativa di Conte in Senato

Gianluca Savoini – ha detto in Aula Conte – il 16 luglio 2019 “era nella delegazione italiana a Mosca su indicazione del ministero dell’Interno“. Conte riferisce sul cosiddetto “Russiagate” italiano. Il leader della Lega non c’è. In questi giorni Salvini ha ribadito più volte che non c’è nulla da spiegare. A rappresentarlo tra i banchi del governo c’è solo l’avvocato e ministro Giulia Bongiorno. ”Ad ora”, dice il premier, resta “fiducia” nel suo vice, anche se il ministro gli ha rifiutato le informazioni chieste su Savoini.

La mozione di sfiducia del Pd

Il Pd annuncia una mozione di sfiducia al ministro dell’Interno. “E’ una medaglia!”, ha commentato beffardo il vicepremier. Per poi puntare il dito contro un passaggio della informativa di Conte che non è passato inosservato: “Qui tornerò ove mai dovessero maturare le condizioni per una cessazione anticipata del mio incarico”, aveva affermato il premier. “Non ho capito perché – ha commentato Salvini – che bisogno c’è di lasciar pensare che ci possano essere altre maggioranze raccolte un po’ qui e un po’ lì come funghetti in Parlamento, magari recuperando uno Scilipoti?“, ha incalzato.

Di Maio: “Non la diamo vinta a chi vuole la crisi di governo”

Il vicepremier Luigi Di Maio in serata, ha commentato: “Qualcuno mi dice ‘aprite la crisi di governo’ ma vorrebbe dire dargliela vinta, non tagliare i parlamentari, ritrovarci un nuovo governo tecnico o politico”. E’ la replica del capo politico del M5S a chi, come Nicola Morra o Roberta Lombardi, evoca la crisi dopo l’ok di Conte alla Tav, vera “bestia nera” dei 5 Stelle, da sempre contrari.

Sulla Tav, con il voto in Parlamento (Salvini prevede giustamente una vittoria del “sì” all’80%), si ribadirà l’egemonia leghista nella maggioranza. Così come sarà conclamato che i 5 Stelle non possono che accettare la situazione, pur di restare al governo.

Adolfo Spezzaferro