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Berlino, 19 apr – Le riforme proposte dal presidente francese Emmanuel Macron non hanno trovato un’accoglienza calorosa al parlamento europeo. Soprattutto non l’hanno trovata in Germania, dove una Merkel più debole è diventata anche più cauta. L’idea dell’inquilino dell’Eliseo è quella di accelerare il processo di integrazione economica dell’Ue, con la creazione di un ministro delle finanze europeo e la realizzazione di un bilancio comune, di un Fondo monetario europeo e dell’Unione bancaria. Date le resistenze opposte a questo piano dalla Cdu (il partito della Merkel), è intervenuto nel dibattito il banchiere elvetico Philipp Hildebrand, ex governatore della banca centrale svizzera ed attuale vicecapo di Blackrock, la più grande società di investimenti del mondo. Blackrock è considerato infatti il più importante fondo speculativo del pianeta, con investimenti che superano i 6mila miliardi di dollari. Attraverso i suoi fondi, BlackRock partecipa a quasi tutte le principali società quotate in Europa, incluse le maggiori banche del continente. Per restare in Italia e limitandoci alle più note, controlla il 5% del gruppo Atlantia (Autostrade per l’Italia), il 5,6% di Enel, il 5% di Intesa SanPaolo, per un controvalore totale di decine di miliardi di euro.
«Lo slancio per compattare l’unione monetaria ha rallentato in modo significativo a causa di rilevanti divergenze politiche», ha dichiarato Hildebrand allo Spiegel. Il vice di BlackRock si schiera dunque dalla parte di Macron: «Condivido la visione francese secondo cui dovremmo prima concentrarci sul completamento dell’Unione bancaria». Questa sarebbe la parte più urgente ma anche fattibile del programma di riforme europee: «Un sistema bancario paneuropeo può aiutare a spezzare il circolo vizioso che si è venuto a creare con banche deboli, prestiti deboli, crescita debole e finanze pubbliche deboli», sostiene Hildebrand. Di ben diverso avviso è invece Eckhardt Rehberg, l’esperto di bilancio della Cdu: «Vogliamo un’unione bancaria, un’assicurazione dei depositi. Ma solo alla fine di un processo in cui tutte le sofferenze saranno scomparse dai Paesi dell’Europa sud-orientale. Non accettiamo che il risparmiatore tedesco paghi per le banche greche e italiane». Insomma, la solita retorica anti-mediterranea che tanto piace all’elettore medio teutonico, che poco viene informato sulle sofferenze delle banche tedesche.
Ad ogni modo, Hildebrand conosce bene le preoccupazioni di Berlino e Monaco. Tuttavia, punta sul fatto che queste preoccupazioni svaniranno, qualora l’Unione bancaria venga adeguatamente indirizzata. La chiave di volta sarebbe di «uniformare le regole per le banche europee e facilitare così le fusioni transfrontaliere», dando così vita a istituzioni finanziarie più stabili e redditizie. «Questo potrebbe rendere irrilevante la controversia sull’assicurazione sui depositi», sostiene Hildebrand.
Detta con altre parole, il vicecapo di BlackRock propone superare le resistenze – più propagandistiche che reali – di Berlino puntando su un’ulteriore cessione di sovranità economica ad un organismo comunitario come potrebbe essere la Bce. Laddove non è (ancora) arrivata la Germania, ci sta provando adesso la Francia di Macron. Con la benedizione della finanza internazionale.
Valerio Benedetti
Filippo Burla

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