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Milano, 28 mag – I responsabili delle scritte “Fontana assassino” comparse a Milano nei giorni scorsi, peraltro già rivendicate dagli stessi compagni dei Carc (Comitati di appoggio alla resistenza per il comunismo), sono stati identificati. Il dipartimento antiterrorismo della Procura di Milano ora dovrà valutare se e per quali reati iscrivere i responsabili nel registro degli indagati. Allo stato attuale c’è il fascicolo aperto per diffamazione e minacce aggravate. Ma l’indagine analizzerà anche le minacce comparse sui social (dove i Carc rivendicano ancora le scritte) e le intimidazioni che Fontana sta ricevendo nelle ultime settimane. Messaggi minatori che saranno tutti allegati a una denuncia in Procura, fa sapere il legale difensore del governatore lombarda. A rivendicare la prima scritta su un muro contro Fontana sono stati – con tanto di conferenza stampa – Pablo Bonuccelli e Claudia Marcolini, due esponenti di spicco dei Carc che si erano anche detti pronti a farne altre. E infatti nei giorni successivi è stato rinvenuto un altro murale sullo stesso genere. Intanto al governatore lombardo è stata assegnata la scorta.

“Non ci scusiamo di un ca**o di niente”

E proprio Bonuccelli, alla Zanzara di Cruciani e Parenzo su Radio24 ha rivendicato con orgoglio le scritte, l’essere comunista e l’essere libero di dire quello che gli pare. “Non ci scusiamo di un cazzo di niente“. Sì, perché  chi gli fa presente che le sue parole (come le scritte) incitano all’odio, lui risponde “Ma 15mila morti cosa sono? Incitamento a cosa?”. Bonuccelli è convinto che i morti per Covid-19 siano colpa di Fontana. “Non vi piace la falce e martello – si bea – vi inquieta un pochino, eh?”. “Costituzione alla mano”, rincara la dose il vetero comunista, “io dico quel cazzo che voglio” sostenendo che “se io scrivo assassino, sollecito la magistratura a fare il suo lavoro“.

Inimmaginabile la stessa impunità sul fronte opposto

Certo è che quella sensazione tanto sbandierata di impunità agitando falce e martello (con tanto di apologia dell’Urss, “dove ci sono stati livelli di civiltà mai raggiunti, lo sviluppo dell’umanità”) e rivendicando il diritto di dare dell’assassino a Fontana lascia intende che ieri come oggi certi “antagonisti” siano coccolati e ben protetti anche in ambienti parlamentari e istituzionali. Infatti, provando a immaginare le stesse accuse rivolte però a un esponente di sinistra da parte di un gruppo di avversari politici, subito ci vengono in mente retate, arresti, processi e politici che gridano all’attentato alla democrazia. Lo fa un “compagno che sbaglia”? Tutto apposto.

Adolfo Spezzaferro

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