Roma, 20 giu – Silvio Berlusconi si gioca la carta dei coordinatori nell’auspicio di allungare la vita a Forza Italia (o comunque rallentarne l’agonia). Ieri sera tardi, nel bel mezzo della riunione con i gruppi parlamentari di Fi al Senato arriva l’annuncio: Giovanni Toti e Mara Carfagna saranno i nuovi coordinatori (il primo per il Nord, la seconda per il Sud) del partito del Cavaliere. Per la precisione, come si legge in una nota diffusa in contemporanea, il governatore ligure e la vicepresidente della Camera avranno la “responsabilità di coordinare l’organizzazione del partito, sulla base delle mie indicazioni, e di curare anche il coordinamento di un gruppo al quale verrà affidato l’incarico di redigere una proposta di modifica statutaria da presentare al Congresso Nazionale“.

Dal 13 luglio via alla fase congressuale

Il Consiglio, invece, si terrà il 13 luglio e avvierà la fase congressuale. “Il Congresso Nazionale – ha detto il leader di Fi, – sarà anche l’occasione per valutare l’opportunità di indire ampie consultazioni popolari in ordine alle cariche elettive“. Così facendo, l’ex premier apre di fatto per la prima volta alle primarie guardandosi bene dal nominare una “cosa da Pd” e annuncia che al Congresso nazionale di fine anno si deciderà se fare consultazioni popolari per la scelta degli incarichi di vertice. Fino ad allora, quindi, il partito sarà affidato al tandem Carfagna-Toti.

Ieri il pranzo con Toti per scongiurare la scissione

Toti è stato a pranzo da Berlusconi e i due si sono intrattenuti per circa due ore a Palazzo Grazioli. E a quanto pare hanno trovato l’accordo per scongiurare una scissione di Forza Italia. Da qui la nomina del governatore ligure a coordinatore insieme alla Carfagna e la decisione, spiegano i totiani, di trasformare l’iniziativa “Italia in crescita” del 6 luglio al Brancaccio di Roma in un’occasione per rilanciare l’intero partito e, a questo punto, non più per “battezzare” la nascita della nuova componente. “Anche io che pure ho preso posizioni dure, il ruolo di Berlusconi non l’ho mai messo in discussione – ha detto Toti a Tg2 Post – è il padre fondatore di tutto questo mondo sul quale stiamo giocando questa partita a scacchi. Berlusconi resterà presidente a vita del partito che ha fondato, ma questo non vuol dire che in quel partito non si possano scegliere i dirigenti per via elettiva“.

Sembra passato tanto tempo, alla luce di questo accordo, da quando il Cav sparava a zero (in verità, pochissimi giorni fa) contro il suo delfino ligure, avvertendolo che se se ne fosse andato “non avrebbe preso più dell’1%”. Poi, forse obtorto collo, Berlusconi si è dovuto ricredere, anche perché pure la Carfagna scalpitava con il suo “partito del Sud”. Dietro la mossa del Cav c’è ovviamente l’ipotesi voto anticipato. Semmai il governo verdegiallo dovesse cadere prima del tempo, con la diarchia invece della doppia scissione, FI dovrebbe tenere botta, anche a un’eventuale Opa ostile della Lega. Certo, in caso di primarie, la diarchia verrà meno e ne resterà soltanto uno.

Adolfo Spezzaferro

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