Roma, 30 apr – Massimiliano Fedriga è il nuovo presidente del Friuli Venezia Giulia. Dai risultati di oltre il 20 per cento delle sezioni, il leghista candidato del centrodestra ha già il 55 per cento dei voti e vola verso una vittoria certa. Il Movimento 5 Stelle registra un crollo di dieci punti percentuali rispetto alle politiche del 4 marzo, forse perché dopo 56 giorni non è ancora riuscito a formare un governo. Sotto al 15 per cento il grillino Alessandro Fraleoni Morgera (il quale non entrerà nemmeno nel Consiglio triestino, che concede spazio soltanto al primo degli aspiranti presidenti non eletti), ma il dato eclatante è che la lista 5 Stelle scende sotto il 10 per cento. Non supera il 29 per cento il candidato del centrosinistra Sergio Bolzonello: gli elettori hanno punito la coalizione dopo la cattiva amministrazione della Serracchiani.
Per quanto riguarda i partiti, la Lega è al 33,45%, il Pd è al 20,03%, Forza Italia al 13,02%, Il M5S al 7,91% e Fratelli d’Italia al 5,77%.

Lo spoglio delle schede elettorali è iniziato alle 8 ed è ancora in corso, ma il quadro appare già delineato. I risultati delle urne avranno inevitabili ripercussioni sulla politica nazionale e sulla formazione del governo, a meno che il presidente della Repubblica non voglia tenere conto del fatto che gli italiani votano soprattutto Lega e non vogliono più il Pd al governo.

Dopo quello per le regionali, ci sarà lo spoglio per il rinnovo dei consigli comunali e l’elezione dei sindaci in 19 comuni, tra cui Udine.

A votare è andato un elettore su due. L’affluenza alle urne definitiva delle elezioni regionali in Friuli Venezia Giulia è stata del 49,65%. I dati sono stati diffusi dal Servizio elettorale regionale. Nel 2013, quando si votò in due giornate, l’affluenza definitiva fu del 50,48%. Hanno votato 549.806 elettori su 1.107.415 aventi diritto. L’affluenza maggiore è stata registrata nella circoscrizione di Udine, dove ha votato il 52,60% degli aventi diritto. Seguono Gorizia (50,78%), Pordenone (49,80%), Tolmezzo (47,58%) e Trieste (43,90)%.

Sul fonte del centrodestra, la Lega dovrebbe confermare la sua leadership sugli altri alleati, ma a quanto pare non ci sarà lo strappo con Forza Italia. Votando per Massimiliano Fedriga, aveva detto in questi giorni Matteo Salvini, “si dà un bel segnale anche a Roma, ai signori che dormono e amoreggiano, fregandosene del voto degli italiani”.

Sul fronte del centrosinistra, ieri sera, dopo un lungo silenzio, Matteo Renzi è tornato in televisione per frenare il patto tra il reggente dem Maurizio Martina e il leader dei 5 Stelle Luigi Di Maio. L’ex premier si è detto disponibile a un confronto pour parler con il M5S ma ha escluso totalmente un’alleanza di governo con i grillini. Ora, dopo il voto in Friuli, in casa Pd non mancheranno nuovi malumori e divisioni: negli ultimi due anni, pur guidando la Regione, il Pd infatti ha perso tre importanti capoluoghi (Trieste, Pordenone e Gorizia) nonché la roccaforte operaia di Monfalcone. Un trend che rispecchia in tutto e per tutto quello nazionale.

Adolfo Spezzaferro

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  1. Il popolo ne ha le palle piene degli amici di zingari immigrati finti poveri dei centri sociali degli islamici delle cooperative rosse bastaaaaaa è ora di spedirli tutti via dall’Italia con le buone o con le cattive poi liberata la nazione via anche dall’Europa occidentale e santa alleanza con la Russia ed i paesi dell’est veri protettori della cultura europea.

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