Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 2 feb – Matteo Salvini spera nel voto anticipato e si appella al presidente Mattarella affinché sblocchi l’impasse nella maggioranza giallofucsia, incapace di trovare un accordo per un nuovo governo: “Lui è il garante dell’unità di questo Paese, non permetta che passino altri giorni, altre ore perse“. Per il leader della Lega il tempo a disposizione di Pd, M5S e Iv è scaduto. “Se il Colle concedesse altri giorni non commenterei in modo educato, perché ogni giornata persa è un’azienda che chiude. Se hanno i numeri domani, vengano in Parlamento e lavoriamo, altrimenti a casa, basta. Ed entro Pasqua c’è un nuovo Parlamento”, così ieri sera Salvini a Quarta Repubblica su Rete 4.

Per Lega e FdI c’è solo il voto anticipato

In ogni caso, ribadisce il leader della Lega, “la via maestra, naturale, dignitosa, è impegnare due mesi per il voto per non rompere le scatole agli italiani nei prossimi cinque anni”. E comunque, “se trovano i numeri, Conte e Renzi perdono la faccia evidentemente“. Posizione condivisa con l’alleata Giorgia Meloni. Anche la leader di Fratelli d’Italia infatti chiede da tempo che si torni alle urne. Scenario remoto, in verità, perché, nonostante gli appelli di Salvini, Mattarella farà di tutto per impedire di tornare al voto. Al di là del fatto che le vincerebbe il centrodestra: c’è il Recovery plan e con 200 miliardi non si scherza, non con la Ue.

Salvini sfotte il “compagno” Fico: “Anche io ho fatto l’esploratore, ma avevo 12 anni”

Salvini poi prende di mira il “compagno” Fico e il suo mandato di esplorazione (che serve solo a dare ai partiti giallofucsia il tempo necessario per accordarsi). “Anche io ho fatto il giovane esploratore tra i boschi ma avevo 12 anni. Fico è imbarazzante“, è il commento caustico. Ma il leader della Lega ce l’ha soprattutto con la maggioranza. “Sono intorno al tavolo a trattare gli stessi che stanno litigando da un mese”. “Domani vorrei andare al Senato a fare il mio lavoro – fa presente -. Ma non posso. E’ tutto fermo. Non c’è attività parlamentare. Le emergenze ci sono, vaccini, scuole, lavoro, ma tutto è bloccato. Perché si incontrano tra loro” (a litigare su nomi e poltrone, aggiungiamo noi).

Il leader della Lega: “Si mettono d’accordo solo se riescono a cambiare poltrone”

L’ex ministro dell’Interno chiude anche a qualsiasi altra soluzione che non sia il voto anticipato, compreso il governo tecnico. “Tra Conte e Draghi preferiamo gli italiani. La via maestra è il voto. Si mettono d’accordo solo se riescono a cambiare poltrone, e sarebbe una schifezza indegna per l’Italia“. Stesso discorso vale per un governo delle larghe intese o a “maggioranza Ursula” (che tanto piacerebbe a Forza Italia). “Tutti insieme non possiamo stare al governo. Noi siamo per tagliare le tasse e salvare quota 100. Il Pd esattamente il contrario. Noi vogliamo i cantieri, i 5 Stelle pretendono di bloccare tutto”. E quanto Porro gli chiede come andrà a finire, Salvini risponde: “Andranno avanti per qualche giorno perché non si sono messi ancora d’accordo su chi entra e chi esce come ministro. Bisogna andare al voto”. Ipotesi non contemplata al Colle.

Adolfo Spezzaferro

La tua mail per essere sempre aggiornato

Commenta