Roma, 22 mag – Giancarlo Giorgetti torna a parlare del governo sull’orlo della crisi. E avverte che così non si può più andare avanti. “La mia riflessione è che se c’è un governo del cambiamento deve farlo, e non vivere di stallo: deve fare le cose“. Così il sottosegretario leghista alla presidenza del Consiglio, il quale, pur chiarendo che “non accuso nessuno, tantomeno il premier”, sottolinea, dopo “settimane in cui il governo ha avuto problemi, che “così non si può andare avanti, l’affiatamento va ritrovato“. Per questo, osserva Giorgetti, “io dico che la stabilità è un valore importante, ma stabilità non è sinonimo di immobilismo. La campagna elettorale mi ha permesso di vedere un Paese reale vivo e vitale, noi dobbiamo essere all’altezza di questo Paese reale”. In tal senso il braccio destro di Matteo Salvini chiama in causa proprio il leader della Lega: “”E’ come se mettete una tigre in gabbia. Secondo me la sua natura non e’ da politico di palazzo. Lui nel palazzo non ci vuole stare”, dice del vicepremier.

“Oggi niente Consiglio dei ministri”

Giorgetti poi esclude la possibilità di un Consiglio dei ministri per oggi: “Penso che prima ci debbano essere dei passaggi procedurali ancora significativi”. Un chiaro riferimento all’impasse a seguito del Consiglio dei ministri sul decreto Sicurezza bis, fortemente voluto dal ministro dell’Interno prima delle elezioni europee del 26 maggio, ma bloccato a causa delle criticità espresse dal presidente della Repubblica. E proprio per risolvere questo stallo che il premier Giuseppe Conte si è recato all’ora di pranzo al Quirinale per parlare tra i vari temi anche della riforma targata Lega, dopo gli aggiustamenti eseguiti dal Viminale sul testo.

“Dopo le Europee nessun rimpasto”


Sulle ipotesi di “restyling” di governo Giorgetti poi spiega che “di rimpasti, di queste cose da Prima Repubblica non ci interessa niente. Parlo per la Lega e credo anche per i Cinque Stelle”. “Invece bisogna riflettere sugli errori: se c’è collaborazione bene, se partono ripicche e vendette, allora non si fa nulla, lo dico per l’interesse del Paese”, evidenzia. Perché che il “giustizialismo sia nel Dna del M5S non è un fatto nuovo, ci sta che abbiano deciso di fare la campagna elettorale su questo tema. Quello che non ci sta sono le accuse a destra e a manca”. Un chiaro riferimento alle polemiche scatenate dai 5 Stelle sulla presunta nuova tangentopoli lombarda.

“Se facciamo il 30%, champagne per tutti”

Se facciamo il 30 per cento, vi offro champagne a tutti il giorno dopo. Mi sembra un obiettivo ambizioso“. E’ cauto Giorgetti rispondendo alla Stampa estera sugli obiettivi di risultato elettorale della Lega al voto europeo.  “Non credo ai sondaggi che sono stati fatti circolare che ci vedono proiettati a risultati che solo la Democrazia cristiana ha preso in questo Paese”, ha affermato Giorgetti. “Assolutamente no”, risponde infine a chi gli chiede se la Lega potrebbe mai rivendicare Palazzo Chigi per Salvini senza passare per il voto delle politiche.

Adolfo Spezzaferro

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