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Roma, 18 dic – “A firma del presidente del Tribunale dei ministri Nicola La Mantia, iscritto a Magistratura democratica, viene trasmesso al presidente del Senato che Salvini sarebbe colpevole di reato di sequestro di persona aggravato abusando dei suoi poteri. Rischio fino a 15 anni di carcere. Ritengo che sia una vergogna che un ministro venga processato per aver fatto l’interesse del suo Paese“. Così Matteo Salvini ieri sera a Fuori dal coro su Rete4, annuncia la sua nuova rogna giudiziaria, mostrando una lettera della Procura di Catania. Si tratta dell’inchiesta relativa ai 131 immigrati che nel luglio scorso vennero trattenuti per giorni a bordo della nave Gregoretti in attesa che nella Ue si trovasse un accordo per lo sbarco. Anche stavolta (guarda caso) il Tribunale dei ministri di Catania ha dato parere opposto a quello del procuratore Carmelo Zuccaro che aveva chiesto l’archiviazione delle accuse contro Salvini, all’epoca dei fatti ministro dell’Interno. Il leader della Lega era stato iscritto nel registro degli indagati della Procura di Agrigento per i reati di sequestro di persona e omissione di atti d’ufficio, come già nel caso Diciotti.

“Vorrei sapere quanto costerà il processo ai cittadini. In un Paese normale sarebbe in carcere Carola”

Poi, lo scorso 21 settembre, per il caso della nave militare Gregoretti dalla Procura di Catania arrivò l’archiviazione. Ora invece è tutto da rifare, con la nuova indagine per sequestro di persona. “Ritengo che sia una vergogna – ha detto il leader della Lega in tv – che un ministro che ha difeso i confini del suo Paese possa essere processato per essersi occupato della sicurezza dei suoi cittadini. Vorrei sapere quanto costerà alla collettività questo processo. Mi spiace che tribunali italiani, oggi intasati, debbano perdere tempo per indagare un ministro che ha fatto quello che gli italiani gli hanno chiesto di fare”. “In un Paese normale – ha concluso Salvini – sarebbe in carcere Carola, che con la sua manovra, attraccando in un porto che le era stato espressamente vietato, ha anche rischiato di uccidere dei finanzieri”.

Siamo alle solite, questa magistratura ad orologeria colpisce il leader della Lega proprio mentre si avvicinano le elezioni in Emilia Romagna.

Adolfo Spezzaferro

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