Roma, 14 mar – E’ giallo sulle foto hot (a quanto pare il video hard è un falso) della parlamentare pentastellata Giulia Sarti. Perché oltre alle immagini hard (peraltro vecchie di anni) potrebbero invece esistere prove audio e video di incontri con politici e big del Movimento 5 Stelle.

Tanto che i probiviri si prendono tutto il tempo necessario per decidere e il M5S frena sull’espulsione della deputata.

La Sarti, che qualche giorno fa si è autosospesa dal Parlamento e dimessa da presidente della commissione Giustizia della Camera perché è venuto fuori che aveva denunciato l’ex fidanzato accusandolo falsamente di essersi appropriato dei fondi del M5S (quando invece i due erano in combutta).

Garante privacy: “I media rispettino la sfera intima”

Intanto la politica si stringe attorno alla deputata al centro delloo scandalo, condannando la diffusione delle foto compromettenti.

Dal canto suo, il Garante della privacy interviene per “richiamare l’attenzione dei mezzi di informazione invitando all’astensione dal diffondere dati riguardanti la sfera intima di una persona per il solo fatto che si tratti di un personaggio noto o che eserciti funzioni pubbliche, richiedendo invece il pieno rispetto della sua vita privata quando le notizie o i dati non hanno rilievo sul suo ruolo e sulla sua vita pubblica”.

Il “processo” dei probiviri

Nelle prossime settimane, la Sarti dovrà essere giudicata dai probiviri del M5S ma l’espulsione – iniziamente data per certa – adesso non è così scontata.

“Si tratta di un dossier estremamente complesso, ci prenderemo tutto il tempo necessario a valutare la situazione”, avrebbero fatto sapere i probiviri.

Ma forse c’è dell’altro, come ipotizzano Corriere della Sera e  Giornale: l’impianto di videosorveglianza h24 installato dalla Sarti in tutte le camere del suo appartamento romano potrebbe aver ripreso non solo gli incontri intimi, ma pure riunioni politiche riservate. Materiale che potrebbe finire in rete, come arma di ricatto.

In ogni caso, per adesso è evidente che è la Sarti ad essere sotto attacco. Ma le ragioni di questo accanimento non sono ancora chiare.

Adolfo Spezzaferro

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