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Roma, 17 di – Nel silenzio mediatico generale domani arriva sui banchi della Camera il Global Compact. Una notizia che dovrebbe riempire le pagine dei giornali italiani e che invece quasi nessuno riporta (volutamente?). Così, mentre ieri a Bruxelles circa 5 mila persone sono scese in piazza per aderire alla “Marcia contro Marrakesh” (per l’occasione la polizia belga è intervenuta con gas lacrimogeni e cannoni ad acqua per mettere a tacere le proteste) e mentre Papa Francesco ha pensato bene durante l’Angelus di salutare con favore il provvedimento, il governo potrebbe giocarsi la propria sopravvivenza con un ordine del giorno cruciale eppure, appunto, per nulla considerato dalla stampa.
In aula sarannno presentate in realtà due mozioni sul Global Compact. La prima è promossa da Fratelli d’Italia e chiede al governo di impegnarsi a non sottoscrivere il provvedimento. La seconda, promossa da Scalfarotto e da altri parlamentari del Pd, chiede esattamente il contrario, ovvero invita il governo a impegnarsi ad aderire al Global Compact for migrations. Sulla carta, la Lega di Matteo Salvini dovrebbe approvare il testo della Meloni senza troppi indugi. Resta però ambigua la posizione del M5S. Se infatti i pentastallati (o buona parte di essi) dovessero convergere sul testo di Scalfarotto e se al contempo Forza Italia facesse lo stesso, tentando così lo sgambetto a Salvini, il governo avrebbe le ore contate.
Non è un azzardo, perché difficilmente la Lega riuscirebbe a mantenere salda l’alleanza con i Cinque Stelle se venisse approvato il Global Compact. Non sarebbe infatti un semplice smacco per il vicepremier leghista, si tratterebbe piuttosto di un’evidente rottura tra le due forze di governo sulla questione principale dell’agenda politica. In pratica nei prossimi giorni, a partire da domani, è in gioco il futuro dell’Italia. E guarda caso, come sempre accade in questi casi, la grancassa mediatica appare distratta. C’è da augurarsi che sia meno distratto Salvini e che i pentastellati non siano già pronti a tirar fuori una pericolosa foglia di Fico. Si verificherebbe altrimenti uno scenario catastrofico per l’Italia. CasaPound, nel frattempo, ha annunciato mobilitazioni contro il Global Compact. “Cari amici della Lega, è OGGI il giorno per dire chiaramente a Di Maio e soci che il governo CADE se M5S vota il Global Compact insieme al PD. Perché domani lo si discute in parlamento e mercoledì si vota”, ha scritto su Twitter Simone Di Stefano. Il segretario di Cpi ha poi specificato che “a scanso di equivoci noi saremo sotto il parlamento”.
Eugenio Palazzini



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