Roma, 4 apr – Al via le consultazioni al Quirinale per la formazione del nuovo governo. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricevuto la presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati e quello della Camera Roberto Fico. In tarda mattinata è previsto il colloquio con il presidente emerito Giorgio Napolitano. Sia Casellati che Fico hanno preferito non rilasciare dichiarazioni all’uscita.
Nel pomeriggio si parte con le consultazioni dei gruppi: alle 16, sarà il turno della delegazione di “Per le Autonomie (Svp-Patt, Uv)”; a seguire, alle 16.45, attesi gli esponenti del Gruppo Misto di Palazzo Madama e, alle 17.30, sarà la volta del Gruppo Misto della Camera, il cui presidente è un altro esponente di LeU, Federico Fornaro. Infine, alle 18.30, come ultimo appuntamento del giorno, salirà al Colle la delegazione di Fratelli d’Italia.
Domani invece sarà la volta dei “big”, Partito democratico, Forza Italia, Lega, Movimento 5 Stelle.
Dal canto suo, Mattarella, si dice “portavoce delle esigenze dei cittadini” e si attende dai partiti proposte, indicazioni e programmi per dare al Paese un governo stabile e duraturo.
Ma al di là delle posizioni istituzionali e delle frasi di rito, molto probabilmente le consultazioni si chiuderanno con una prima fumata nera. Sarà certamente convocato un secondo giro (e c’è chi parla anche di un terzo).
Gli scenari possibili non possono non tenere conto dei vincitori delle elezioni: i 5 Stelle (il partito più votato) e il centrodestra (la coalizione più votata). Ma l’inquilino del Colle non può ignorare che i grillini non vogliono avere nulla a che fare con Berlusconi.
Sondaggi alla mano, un governo Di Maio-Salvini potrebbe far andare giù agli elettori la presenza di ministri di Forza Italia. Ma ieri il leader dei 5 Stelle ha lanciato una proposta anche al Pd non renziano. Il centrodestra oggi ribadisce che Di Maio non può mettere veti perché nessuno ha i numeri per governare. Quindi è ancora tutto da vedere.
Certo è che Mattarella non può lasciare i grillini fuori dal governo. Altrimenti alla prossima tornata elettorale sbancherebbero e andrebbero a Palazzo Chigi da soli. Tuttavia i pentastellati sanno che per governare adesso devono rinunciare a un po’ di rivoluzione annunciata. Perché lo chiede il Colle e l’impone la Ue.
Adolfo Spezzaferro

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