Home » Governo verso il Mes: ecco perché la ratifica potrebbe essere addirittura una formalità

Governo verso il Mes: ecco perché la ratifica potrebbe essere addirittura una formalità

by La Redazione
1 commento
governo mes

Roma, 26 giu – La triste verità è che solo il governo potrebbe impedire davvero una ratifica del Mes, visto che tutto il resto del Parlamento è quasi completamente orientato a votare sì al cosiddetto “meccanismo europeo di stabilità”.

Governo, Mes e l’inutile opposizione della Lega

Il Carroccio potrebbe opporsi quanto si vuole, ma non potrebbe evitare il decorso degli eventi, se il governo dovesse davvero decidere di ratificare il Mes. Questo per un semplicissimo motivo: quasi tutte le opposizioni sarebbero pronte a votarlo domani mattina. Ultimamente, dai banchi del centro, a confermarlo per l’ennesima volta è Carlo Calenda, il leader di Azione, che in un’intervista al Messaggero si dichiara “certo” che l’esecutivo prima o poi “dirà sì”, nonostante “un balletto con l’Ue che ci saremmo potuti evitare. Ci sarà un cambio di rotta, come su molte altre promesse elettorali. E se Meloni non avrà il sì della Lega, i voti arriveranno dall’opposizione”. Aggiungendo poi: “Sul Mes noi ci siamo, come abbiamo sempre detto. Così come sulla riforma della Giustizia del ministro Nordio, che sosterremo: il nostro progetto era molto simile”.

Le resistenze verbali della Meloni

Giorgia Meloni ha “trasformato” il suo “no categorico” di qualche mese fa in un “no provvisorio”, visto che il premier continua a negare l’opportunità di aderire al cosiddetto strumento sottolineando sempre quanto ci si riferisca all’oggi. E a rimandare un dibattito che, a settembre, potrebbe essere molto acceso. Le pressioni sono fortissime e vista la sostanziale incapacità della politica italiana di “deviare” da certi corsi prestabiliti, è molto difficile che non abbiano la meglio. Sebbene andrebbe ricordato sempre un fatto: l’Italia arriverebbe ultima sulla ratifica. Questo anche per ragioni di elettorati ostili che stanno ritartando un’eventuale resa dell’esecutivo. Ciò sta però anche a significare che qualche elemento di resistenza alle “agende”, nel Paese, ogni tanto si faccia vivo. Il che, forse, andrebbe valorizzato per il futuro.

Alberto Celletti

You may also like

1 commento

jenablindata 26 Giugno 2023 - 3:11

questi imbecilli non si rendono conto di cosa rischiano,a NON fare quello che avevano nel programma politico per cui sono stati votati:

prima di tutto l’onda di rabbia e repulsione nelle elezioni successive,
tipo renzi e lega:

ma ANCHE la disaffezione elettorale che andrà sempre più in cerca di punti di riferimento estremi,con il concreto rischio di mandare al potere gente estremista.

personalmente ho votato la meloni solo perchè NON c’era un partito più sovranista che avesse una concreta possibilità di andare al governo,
e sono già parecchio scontento del suo operato (in primis l’evidente sottomissione verso l’europa e le femministe,facendo letame della nostra stessa costituzione e in particolare dell’articolo terzo)
ma questo ultimo voto democratico era l’ultima possibilità che davo alla politica normale,prima di lasciar parlare la mia rabbia:

se continuerà a NON fare quello che prometteva,
dalle prossime elezioni in avanti…e per tutta la mia vita,
cercherò,voterò e sosterrò dei partiti e dei movimenti così FEROCEMENTE nazionalisti,paritari,sovranisti,giustizialisti ed estremisti che probabilmente i nazisti sembreranno delle ricotte marce,al confronto:
e credetemi,
NON SONO IL SOLO ad averne piene le scatole,di come viene governato questo paese.

quindi che posso dire?
MANTENETE le vostre promesse elettorali,se volete che la nostra rimanga una repubblica,più meno moderata:
perchè noi cittadini italiani NON abbiamo più pazienza,
e la possibilità di una deriva totalitaria davvero è tutt’altro che remota.

Reply

Commenta

Redazione

Chi Siamo

Il Primato Nazionale plurisettimanale online indipendente;

Newsletter

Iscriviti alla newsletter



© Copyright 2023 Il Primato Nazionale – Tutti i diritti riservati