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Roma, 20 set – E’ scontro frontale tra Enrico Letta e Matteo Salvini sul green pass, i tamponi gratis e le elezioni amministrative (intanto Giancarlo Giorgetti dice che la certificazione verde “aumenta la libertà“). Tensione alle stelle tra il leader del Pd e quello della Lega, con il primo che dice che sulla linea del Carroccio ormai Salvini è “irrilevante” e il secondo che replica: “Disperato per le piazze vuote in Calabria“. Vacilla la maggioranza che sostiene il governo Draghi, mentre appare sempre più evidente che nella Lega mentre Salvini va in piazza a scaldare gli animi della base elettorale, Giorgetti segue la linea del governo assieme a Pd e M5S. Con il risultato che la Lega di lotta e di governo ora è assolutamente divisa in due. Offrendo il fianco ai dem che attaccano Salvini perché stando al governo fa opposizione inutile, su green pass e tamponi gratuiti.



Scontro continuo tra Letta e Salvini (e Giorgetti sta con il Pd)

Risultato: ieri tra Letta e Salvini è stato uno scontro continuo, complici gli eventi della campagna elettorale. Nel bel mezzo si piazza il ministro leghista dello Sviluppo economico, sempre più allineato al ministro della Salute Roberto Speranza. “L’estensione del green pass aumenta la libertà”, ha dichiarato Giorgetti. Parole opposte a quelle del suo leader di partito, che chiedeva che la certificazione verde non venisse estesa a tutti i lavoratori. Ora dunque Salvini è sotto fuoco incrociato sia degli avversari politici che all’interno della Lega. A esacerbare gli animi l’inevitabile clima elettorale, con un continuo botta e risposta tra Letta e Salvini sulla scarsa partecipazione ai comizi e le relative puntuali smentite.

Botta e risposta sui comizi elettorali andati deserti

A dar fuoco alle polveri è il leader della Lega che attacca Letta per il suo comizio a Cosenza andato deserto. “Più sedie vuote che cittadini stamattina per Letta e il Pd a Cosenza. Non spingete! Nello stesso momento, centinaia di persone insieme a me a Bovolone (Verona). Ecco il sondaggio vero”. Questo il tweet del leader della Lega, con le foto dei due eventi: sedie vuote fra i dem, pubblico vasto e sorridente per la Lega in piazza. Immediata la replica del leader Pd: “Non ne azzecca una Salvini in questo periodo. Posto la foto per amor di verità. A Cosenza 33 gradi e le persone cercavano l’ombra in piedi alle 12. C’erano centinaia di persone a Cosenza come a Bovolone (20 gradi). E allora? Hanno senso queste penose polemiche costruite sul falso?”. Anche Letta correda il tutto con una foto dell’evento.

Sale la tensione su green pass e tamponi gratuiti

Dopo di che è il leader dem a tornare all’attacco, sul fronte del green pass. “Quante volte mi sono sentito rimproverare, quante volte mi sono sentito dire: ‘guarda Salvini, vai da Draghi, batti i pugni anche tu. Il Pd, lo dico con estremo orgoglio, è un partito responsabile. Sul green pass dicevano ‘Salvini ha dettato la linea’, invece è rimasto completamente all’angolo“. E’ la dura accusa di Letta, che affonda il colpo anche sui tamponi gratuiti, chiesti insistentemente dal leader del Carroccio. “Il fatto che la collettività debba pagare i tamponi di chi non vuole vaccinarsi, essendo il vaccino gratuito, io lo trovo un tema sul quale è giusto discutere. La questione di strizzare l’occhio a chi non vuole vaccinarsi e caricare di costi la collettività, per via dell’atteggiamento irresponsabile di chi non vuole vaccinarsi, è un punto assolutamente determinante. La questione chiave è che c’è una differenza di posizioni, che c’è anche all’interno della Lega. Su green pass ad esempio Zaia e Giorgetti, sono su una posizione totalmente diversa da quella di Salvini, credo che debba chiarirsi la Lega. Noi sosteniamo il governo e andiamo avanti su questa linea di responsabilità”, fa presente Letta.

Le punzecchiature sulla Calabria e Milano

Poi i due leader si sono punzecchiati sulle regionali in Calabria, con Letta che punta il dito contro “il legame tra Salvini e Spirlì: è inspiegabile” mentre il governatore reggente “folkloristico è dire poco”. Ma il segretario dem va all’attacco anche sul fonte delle comunali: “Vedo che Salvini sta molto lontano anche da Milano, non si è candidato credo dopo 25 anni, il candidato sindaco non sa nemmeno se arriva alla fine della campagna elettorale, oggi ha detto ‘io mi ritiro se non mi date soldi’. Io penso che, da parte nostra, dobbiamo pensare alla campagna elettorale e all’orgoglio che ci stiamo mettendo”, conclude Letta.

Puntuale la replica di Salvini: “Letta – attacca -, disperato per le piazze vuote in Calabria, e sapendo che il centrodestra vincerà con almeno 20 punti di distacco dal Pd, passa il tempo a insultare me, la Lega e i calabresi. La sinistra preferisce insultare e definisce Spirlì uno ‘stereotipo’: giudizio discriminante che sa di omofobia, altro che ddl Zan! Proprio per questo ho scelto di chiudere la campagna elettorale nell’ultimo giorno, quello più importante, prima a Catanzaro e poi a Reggio. Letta si rassegni, la sinistra in Calabria starà all’opposizione per anni”. Il contrattacco del leader della Lega prosegue poi a Pordenone. “Noi siamo al governo e c’è quel detto: c’è la gazzella in Africa che ogni mattina si alza e sa che deve correre perché viene inseguita da un leone… Io mi alzo ogni mattina e so che ho a che fare con Letta e Conte… Ma corro anch’io perché serve per mettere giù qualche chilo”.

Il clima elettorale e l’agenda dei partiti

Il dato politico è che al di là delle punzecchiature elettorali – che peraltro hanno rubato la scena al comizio della Meloni a Piazza del Popolo – Pd e Lega stanno al governo insieme e ci stanno nonostante certe uscite di Salvini. Il leader del Carroccio cerca di inseguire la leader di FdI sui temi che fanno trasmigrare voti dalla Lega al partito della Meloni, a partire dal green pass, misura odiosa e odiata (oltre che inutile ai fini della lotta al contagio). Ma in merito pesano le parole di Letta, che certifica quanto Salvini ora sia all’angolo nella Lega, in nome della ragione, più che di Stato, di governo. Immaginiamo che fino al voto del 3 e 4 ottobre il clima sarà questo. Ma proprio i risultati elettorali influenzeranno la prossima linea di tutti i partiti della maggioranza (a partire dal M5S di Conte, “in prova” come leader secondo il fondatore Grillo). Staremo a vedere.

Adolfo Spezzaferro



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