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Roma, 19 lug – Non si placa la polemica a Latina, dove oggi, alla presenza di Laura Boldrini, il parco comunale più grande della città cambierà nome: non sarà più dedicato ad Arnaldo Mussolini, bensì a Falcone e Borsellino. Oggi, infatti, ricorre il venticinquesimo anniversario della strage di via D’Amelio. Un eccidio che merita sicuramente tutto il nostro commosso ricordo, ma non a spese di un pezzo importante della storia cittadina. È anche per questo che, nella notte, i militanti di CasaPound Latina hanno lanciato un’azione dimostrativa a tutela del patrimonio culturale e architettonico della città. Il movimento della tartaruga frecciata ha infatti lasciato su tutti i principali stabili razionalisti della città dei cartelli con un mirino e la scritta “Obiettivo Sensibile” per “denunciare l’onda oscurantista e iconoclasta della politica locale (Lbc e Pd), delle associazioni antifasciste e del presidente della Camera Laura Boldrini”, come si legge nel comunicato di Cpi.

“La politica della sinistra più o meno radicale cerca di giustificare la propria assenza dai quartieri e l’abbandono delle fasce più popolari della città con vere e proprie sparate ad effetto, dai cambi repentini di intitolazione dei luoghi pubblici alle paventate rimozioni dei cippi in ricordo dei caduti”, ha polemizzato Marco Savastano, responsabile di CasaPound a Latina: “Questa azione punta il dito contro Lbc e i suoi sponsor a livello nazionale, in un anno hanno abbandonato la città in perfetta continuità con quel centrodestra che oggi farà parate folcloristiche intorno ai giardini. Oggi più che mai siamo al fianco dei nostri concittadini, della storia della nostra città e proiettati alla costruzione della nuova comunità cittadina che prenderà il posto dell’oligarchia politica di Coletta. Fate pure i vostri spettacolini, noi ai giardini ci saremo di nuovo da domani, quando lascerete di nuovo tutto nel degrado”. Sulla cancellata di CasaPound Latina è stato inoltre affisso un grande striscione con la scritta “Boldrini talebana”.

Il parco della discordia fu intitolato ad Arnaldo Mussolini (morto nel 1931 d’infarto) nel 1938. Sembra tuttavia che già nel 1943, sotto occupazione alleata, il podestà abbia deciso di togliere la targa, decisione poi confermata da delibera del consiglio comunale negli anni ’50, senza che, tuttavia, gli abitanti della città smettessero di chiamarli “Giardinetti Mussolini”. Negli anni ’90, il sindaco Ajmone Finestra ripristinò tale dicitura. La dedica ad Arnaldo non fu casuale: il fratello del Duce, infatti, si era dedicato alla rinascita boschiva, all’organizzazione dell’agricoltura, alle bonifiche, al culto degli alberi. Sua fu l’invenzione della “Festa dell’albero”. Nominato presidente del Comitato Nazionale Forestale, nel giornale Il Bosco scriveva che “in Italia si deve generalizzare un nuovo convincimento, che io vorrei definire il culto dell’albero”, ponendo il “problema di educazione civile e di rispetto verso gli alberi”. Il 27 novembre 1928 gli fu conferita la laurea honoris causa in Scienze agrarie. Un vero amante della natura e dell’Italia. Due caratteristiche che invano ricercheremmo nelle autorità che oggi sfileranno a Latina.

Giorgio Nigra

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2 Commenti

  1. E’ solo un pretesto per continuare (dopo oltre 70 anni) a perseguire la “damnatio memoriae” di tutto ciò che riguarda quell’ epoca.
    Un giorno LUI disse, in altro contesto ma possiamo attualizzarlo giacchè profondamente veritiero: ” Voi oggi mi odiate perché mi amate ancora! “

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