Roma, 15 gen – Ammettere di aver commesso errori è quasi sempre sinonimo di umiltà. In certi casi però prevale la lucidità di analisi a posteriori, che finisce per apparire sin troppo tardiva. E’ il caso, quest’ultimo, di Jean-Claude Juncker, il presidente della Commissione Europea che ha già scritto pagine importanti della storia in termini di uscite bislacche. Questa volta però Juncker prova a stupire tutti: “C’è stata una mancanza di solidarietà” nella gestione “della crisi greca. Abbiamo coperto di contumelie la Grecia: mi rallegro nel vedere che la Grecia e il Portogallo hanno ritrovato un posto, non dico un posto al sole, ma un posto tra le vecchie democrazie europee”, ha detto il presidente della Commissione Europea intervenendo a Strasburgo nella plenaria del Parlamento Europeo, in occasione de ventennale dell’euro (anniversario particolarmente sentito dai cittadini degli Stati membri, talmente tanto che nessuno o quasi se ne ricordava).

L’ammissione di Juncker è comunque significativa, seppur fuori tempo massimo. “Sono stato presidente dell’Eurogruppo nel momento della crisi economica e finanziaria – ha poi aggiunto Juncker – sì, c’è stata dell’austerità avventata. Non perché abbiamo voluto punire coloro che lavoravano o coloro che erano disoccupati, ma perché le riforme strutturali, indipendentemente dal regime monetario in cui ci si trova, restano essenziali”. Incredibilmente poi, Juncker ha sottolinato come l’Ue abbia “dato troppo spazio al Fondo Monetario Internazionale. Se la California entra in crisi, gli Usa non si rivolgono al Fondo, e noi avremmo dovuto fare lo stesso”. Tutto giusto, peccato che l’Ue abbia ormai fatto esattamente il contrario di quanto avrebbe dovuto fare.


Parole, soltanto parole, che non sono piaciute affatto al vicepremier Luigi Di Maio:  “Il presidente della Commissione europea inizia a sentire il terreno mancargli sotto i piedi a pochi mesi dalle elezioni europee”, ha scritto Di Maio su ‘Blog delle Stelle’, specificando che “le lacrime di coccodrillo non mi commuovono. Juncker e tutti i suoi accoliti hanno devastato la vita di migliaia di famiglie con tagli folli mentre buttavano 1 miliardo di euro l’anno in sprechi come il doppio Parlamento di Strasburgo. Sono errori che si pagano”.

Eugenio Palazzini

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2 Commenti

  1. “Ammettere di aver commesso errori è quasi sempre sinonimo di umiltà” (cit. dal testo)

    Verissimo.
    Nel caso specifico però, sembrerebbe più accreditarsi il senso del detto “in vino veritas”…

  2. Davvero uno dei personaggi più squallidi e vili partoriti da quel mostro ripugnante che risponde al nome di “Unione Europea”! Con un mea culpa in pieno stile marxista d’antan, oltraggia l’intero popolo ellenico. Vergognoso! Osceno! Indecente!

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