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Palermo, 25 ago – “Da stamattina, a quanto apprendo, si è iniziato a svuotare l’hotspot di Pozzallo, dove alle 11 arriverà il nostro team per esaminare l’idoneità dei locali. I ricorsi notificati a mezzo stampa non producono effetti. Ma alzare la voce, a tutela della salute pubblica, evidentemente sì. Vedremo se in qualche giorno si ristabilirà la legalità”. Così il governatore siciliano Nello Musumeci annuncia su Facebook di aver disposto l’esecuzione della sua ordinanza di chiusura di tutti i centri accoglienza per arginare l’invasione di immigrati, spesso positivi al coronavirus. Detto fatto, quindi: Musumeci aveva dato un ultimatum di due giorni al governo centrale, che invece ha tergiversato limitandosi a dire che la Regione siciliana non avesse competenze in materia di sicurezza e che non poteva disporre la chiusura degli hotspot. Ma intanto i clandestini, spesso infetti, continuavano ad affollare i centri di accoglienza.

“Governo centrale né ha dato disposizioni per sgomberare gli hotspot né ha impugnato l’ordinanza”

“Il governo centrale, che ha avuto notificato il provvedimento, non ha ritenuto di dover dare disposizioni alle forze dell’ordine e alle prefetture per poter sgombrare i centri d’accoglienza in Sicilia, ma al tempo stesso entro le 48 ore non ha provveduto a impugnare l’ordinanza. Il che significa che ci troviamo davanti ad una palese omissione, perché le precedenti due ordinanze le prefetture le avevano regolarmente osservate”, fa presente Musumeci intervenendo a Start, su SkyTg24.

“Tra qualche ora ci rivolgeremo alla magistratura”

E non finisce qua. “Tra qualche ora – avverte il presidente della Regione siciliana – ci rivolgeremo alla magistratura, ed è triste e disarmante constatare come due articolazioni dello Stato, governo centrale e governo regionale, debbano ricorrere alla magistratura per riaffermare un diritto sacrosanto che è il diritto alla salute”. “Il mio – ci tiene a precisare – non era un ultimatum. Un’ordinanza per avere effetto ha bisogno di una decorrenza: abbiamo dato 48 ore di tempo per poter liberare quei luoghi squallidi e poter ricollocare quegli esseri umani che ci sono dentro, circa duemila, in altre parti d’Italia o meglio ancora in Stati membri che in questo momento si girano dall’altra parte perché sembra che il problema dell’immigrazione debba riguardare soltanto la Sicilia”.

“Sono io l’autorità sanitaria in Sicilia: negli hotspot nessun rispetto delle norme anti-Covid”

In merito allo scontro con il Viminale sulle competenze, Musumeci ribadisce: “Noi non ci occupiamo di migranti, è una competenza del governo centrale e siamo d’accordo, ma io sono l’autorità sanitaria in Sicilia e sono soggetto attuatore dell’emergenza Covid. Ho il dovere di prendere atto che i luoghi dello Stato in cui il governo centrale ammassa centinaia di esseri umani sono al di fuori di ogni norma anti-Covid. Io ho già dimostrato di essere collaborativo, abbiamo operato oltre 11 mila interventi sui migranti, abbiamo sempre dato ampia disponibilità, più collaborazione di così non si può”.

“Immigrati scappano dai centri di accoglienza e la gente ha paura”

Il punto è che la situazione non è più gestibile, sottolinea il governatore, che incassa il sostegno d tutto il centrodestra: “Abbiamo cercato anche di calmare la gente, di colloquiare con i sindaci, ma non si può frenare una condizione di promiscuità che è disarmante, irragionevole. I migranti scappano e nessuno li può recuperare, e creano nella gente, a ragione o a torto, la paura, perché la gente non sa se un giorno rischia di venire a contatto con queste persone, di cui non si sa lo stato di salute”. Musumeci pertanto confida nella possibilità di trovare un’intesa con l’esecutivo giallofucsia: “Spero nel buonsenso del governo centrale. Speriamo che non ci siano né vinti né vincitori”.

Adolfo Spezzaferro

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