Roma, 10 lug – I 66 immigrati soccorsi ieri dalla nave Vos Thalassa della flotta Vroon battente bandiera italiana sono stati trasferiti a bordo della nave Diciotti della Guardia costiera italiana, ma non approderanno in Italia. Lo assicura il ministro dell’Interno Matteo Salvini, che ieri sera ha negato l’approdo alla nave commerciale che svolge servizio di sorveglianza della piattaforma petrolifera Farwah.
Avrebbe dovuto lasciarli alle motovedette libiche che erano state allertate“, spiega il Viminale in merito alla decisione di non concedere alla nave l’approdo in un porto italiano. “La guardia costiera italiana non può sostituirsi a quella libica, soprattutto se i colleghi africani sono già entrati in azione“, chiarisce Salvini.
Questa mattina, dopo un consulto con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli e con il vicepremier Luigi Di Maio, il Viminale ha fatto sapere che i migranti non verranno sbarcati in Italia. Il problema è che gli altri Paesi europei difficilmente accetteranno di accogliere immigrati salvati da una nave italiana e ora a bordo di un mezzo militare italiano.
Orgoglioso della Guardia Costiera italiana – scrive su Twitter Toninelli – che con nave Diciotti ha preso a bordo 60 migranti che stavano mettendo in pericolo di vita l’equipaggio dell’incrociatore italiano Vos Thalassa. Ora avanti con indagini per punire facinorosi”.
Sul fronte immigrazione, l’Italia resta sulla linea dura. In vista del vertice sui migranti dei ministri dell’Interno dell’Ue in agenda l’11 e il 12 luglio, la posizione del nostro governo è questa: no all’ingresso dei cosiddetti movimenti secondari, rafforzamento della protezione delle frontiere esterne e la richiesta di un serio ricollocamento europeo dei richiedenti asilo; sì al sostegno alla Libia e un ripensamento sulle varie missioni europee, in particolare sulla parte che prevede che chi viene salvato sia portato automaticamente in Italia.
In materia di immigrazione ”il governo lavora e agisce con una voce sola. Un conto è la forma un conto è la sostanza” ha detto Matteo Salvini riferendosi ai presunti contrasti con il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta. “La linea del governo italiano sul fronte della sicurezza, dell’immigrazione, e della lotta al terrorismo è una e una sola” ha ribadito il vicepremier aggiungendo: ”Non ci sfiliamo dalle missioni internazionali ma le regole devono cambiare, come ha detto oggi anche l’Unione europea”. Sulla questione è intervenuto anche il ministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi, nel corso di una conferenza stampa congiunta con l’inviato Onu per la Libia, Ghassan Salamé: “Non c’è nessun rischio che l’Italia si sfili dalle missioni internazionali, siamo pienamente dentro e non abbiamo nessuna intenzione di muoverci al di fuori del quadro di diritto internazionale, quindi anche europeo”. Un chiaro riferimento alla missione Eunavfor Med.
Adolfo Spezzaferro

1 commento

  1. E intanto quel giornaletto al servizio dei ricchi chiamato repubblica non rinuncia al ridicolo per tentare di giustificare la necessità di approdo in Italia: ci sono ben 3 donne(!) su 67 persone, cioè lo 0,044% del totale composto da giovani maschioni pronti a svendersi sul mercato del lavoro, onesto o criminale.

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