Roma, 21 gen – La cantilena buonista che narra continuamente l’impatto positivo dell’immigrazione in Italia se la filano sempre meno persone. Non servono forse statistiche precise per rendersene conto, ma non guastano vista la cocciutaggine di certuni. Quanto emerge dal sondaggio realizzato dal World Economic Forum alla vigilia del meeting di Davos è dunque piuttosto emblematico. Secondo la ricerca realizzata dalla fondazione con sede in Svizzera e che dal 2012 gode dello status di osservatore presso il Consiglio economico e sociale delle Nazioni Unite, gli italiani sono i “più ostili” agli immigrati: soltanto il 30% ritiene infatti che siano positivi per la nostra nazione.

Per quanto il sondaggio in questione sia stato realizzato su un campione di appena 10 mila persone di tutto il mondo e intenda valutare le “pulsioni populiste” a livello globale, fornisce una percentuale alquanto significativa soprattutto se rapportata alle altre: in Germania il 48% degli intervistati dichiara che gli immigrati sono per lo più positivi, negli Stati Uniti addirittura il 63%. Lo studio, che appunto non è forse così impeccabile se consideriamo il numero decisamente basso di persone intervistate, rivela in generale che in Europa vi è un sostanziale rifiuto dell’immigrazione da parte dei cittadini. Soltanto il 40% dei cittadini dell’Europa dell’Est e il 46% di quelli dell’Europa occidentale dichiara infatti di averne un giudizio per lo più positivo.

Dal sondaggio emergono poi dati piuttosto curiosi, che potrebbero facilmente innescare un pesante cortocircuito tra chi divide il mondo in buoni e cattivi: in Messico, nazione al centro della querelle sul muro di Trump e nota per le emigrazioni dei propri cittadini verso gli Stati Uniti, si nota un sostanziale rifiuto dell’immigrazione: soltanto il 37% dei messicani ne ha infatti un’idea per lo più positiva. Non si tratta dunque di politiche governative o di “parlare alla pancia” del popolo, si tratta di consapevolezza o meno della propria sovranità.

Eugenio Palazzini

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2 Commenti

  1. Ci volevano tre o quattro governi di traditori (e un paese etnicamente e culturalmente distrutto) per raggiungere un risultato simile!
    Eccezionale davvero.

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